La grande congiunzione: colpa della risonanza

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La grande congiunzione: colpa della risonanza
Giove e Saturno la sera del 12 luglio 2020 ripresi dalla chiesetta delle Tre Cime di Lavaredo. Posa di 15 secondi, ISO 4.000, f/2, distanza focale 20 mm.

Giove e Saturno
Giove e Saturno la sera del 12 luglio 2020 ripresi dalla chiesetta delle Tre Cime di Lavaredo. Posa di 15 secondi, ISO 4.000, f/2, distanza focale 20 mm.
Una caratteristica dei corpi del Sistema Solare che mi ha sempre attratto e affascinato è la perfezione dei suoi movimenti che trovano spiegazione nello studio della meccanica celeste. Uno tra gli argomenti secondo me più interessanti è proprio quello della risonanza orbitale tra i pianeti: ovvero quando due (o più) corpi celesti hanno periodi di rivoluzione tali che il loro rapporto è esprimibile in frazioni di numeri interi piccoli. Questo avviene poiché i due corpi esercitano, l’un l’altro, un’influenza gravitazionale regolare, con andamento periodico. Possiamo osservarla in tantissimi casi nel nostro Sistema Solare, ecco alcuni esempi:
– Giove e Saturno hanno una risonanza orbitale con un rapporto di 1:5; da qui il fatto che le grandi congiunzioni si verificano in modo periodico, ogni 20 anni.
– Terra e Venere hanno un rapporto di risonanza 13:8; lo si vede molto bene nel caso dei transiti di Venere davanti al Sole che si verificano ogni 105+8 anni.
– Terra e Luna hanno un rapporto di risonanza 1:1; in questo caso la rotazione della Luna attorno
alla Terra viene detta anche rotazione sincrona, e fa sì che la Luna ci mostri sempre la stessa faccia.
– Plutone, e alcuni piccoli corpi celesti chiamati Plutini, non vengono espulsi dal Sistema Solare grazie alla risonanza 2:3 con Nettuno. Tre rivoluzioni di Nettuno corrispondono esattamente a due rivoluzioni di Plutone.