Keplero e le grandi congiunzioni Giove-Saturno

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Keplero e le grandi congiunzioni Giove-Saturno

Se Johannes Kepler fosse stato vivo e operante in questo difficile 2020, avrebbe sicuramente attribuito un’importanza eccezionale alla prossima grande congiunzione dei due pianeti superiori, Giove e Saturno, che avrà luogo il 21 dicembre nella costellazione del Capricorno.
Innanzitutto per ragioni astronomiche: la distanza angolare apparente tra i due giganti sarà di appena 6’, paragonabile a quella della congiunzione da lui stesso studiata nel 1623, e molto inferiore alla distanza angolare raggiunta dalla pur celebre congiunzione del 1603/1604, calcolata da Keplero in 1° 7’, che dette origine alle considerazioni pubblicate nel trattato De stella nova in pede Serpentarii del 1606.
E poi per ragioni astrologiche: nello schema interpretativo del congiunzionismo medievale, che assegna alle periodiche unioni di Giove e Saturno il compito di scandire i grandi eventi della storia e le svolte epocali nel percorso delle religioni e delle civiltà, questa sarebbe catalogata come una coniunctio media, del genere che ricorre una sola volta ogni 240 anni, e che segna il cruciale passaggio da un trigono elementare all’altro, la prima di un ciclo di congiunzioni consecutive nella triplicità d’Aria. Keplero conosceva bene queste teorie e si mise in mente di verificarle e di riformarle…