Il Mistero dei Getti dei Buchi Neri Supermassicci

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Il Mistero dei Getti dei Buchi Neri Supermassicci
Nell’immagine la radiogalassia Centaurus A, con i suoi lobi di intensa attività nella banda radio Credit: ESO/WFI (Optical); MPIfR/ESO/APEX/A. Weiss et al. (Submillimetre); NASA/CXC/CfA/R. Kraft et al. (X- ray, CC BY-SA)
Nell’immagine la radiogalassia Centaurus A, con i suoi lobi di intensa attività nella banda radio Credit: ESO/WFI (Optical); MPIfR/ESO/APEX/A. Weiss et al. (Submillimetre); NASA/CXC/CfA/R. Kraft et al. (X- ray, CC BY-SA)

I buchi neri supermassicci che si annidano nel cuore delle grandi galassie sono, in effetti, dei corpi celesti che per natura sono completamente invisibili: per individuare la loro presenza gli astronomi tipicamente osservano le nubi gassose in orbita attorno a questi corpi estremi. Tuttavia, tali divoratori cosmici possono rivelare la loro presenza anche attraverso la creazione di potenti “getti” di plasma, che portano con sé tanta energia da superare la radiazione emessa dalle stelle della galassia che li ospita.

Tali getti relativistici sono tipicamente presenti in coppia, ognuno dei quali si propaga in versi opposti, le cui particelle viaggiano a velocità prossime a quella della luce.