I dintorni di BETELGEUSE

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I dintorni di BETELGEUSE
Su una ripresa fotografica di Betelgeuse abbiamo sovrimpresso il profilo delle strutture rinvenute negli immediati dintorni della supergigante rossa. Si tratta del cosiddetto “Bow shock” spiegato nel testo e del “muro”, un addensamento di materia la cui origine è al centro di un vivace dibattito. È da notare come tali strutture, riprese in dettaglio nell’infrarosso dall’osservatorio spaziale Herschel, siano estese in cielo per circa 20' intorno alla stella… i due terzi del diametro angolare della Luna!

BETELGEUSE
Su una ripresa fotografica di Betelgeuse abbiamo sovrimpresso il profilo delle strutture rinvenute negli immediati dintorni della supergigante rossa. Si tratta del cosiddetto “Bow shock” spiegato nel testo e del “muro”, un addensamento di materia la cui origine è al centro di un vivace dibattito. È da notare come tali strutture, riprese in dettaglio nell’infrarosso dall’osservatorio spaziale Herschel, siano estese in cielo per circa 20' intorno alla stella… i due terzi del diametro angolare della Luna!

Recenti studi sull’inviluppo di polveri che avvolge la supergigante rossa per eccellenza rivelano sorprendenti strutture con cui la stella starebbe per collidere nel prossimo futuro. E non solo: si fa strada la suggestiva ipotesi che in un passato relativamente recente Betelgeuse possa essere stata una supergigante blu… Ne avevamo parlato giusto un paio d’anni fa su Coelum n. 147, quando avevamo inserito Betelgeuse nella top-ten delle potenziali prossime spettacolari supernovae. E proprio in quell’occasione avevamo sottolineato le apparenti stranezze di questa supergigante rossa, i cui comportamenti sono tutto sommato comprensibili per un astro che si approssima alla dirompente fase finale del suo cammino evolutivo. Del resto, anche una sommaria occhiata alla costellazione di Orione ci convince di come la volubilità di Betelgeuse sia misurabile su una scala di tempi molto più breve di quella che tipicamente scandisce il ritmo dei fenomeni cosmici. Classificata da Bayer nel 16° secolo come “Alfa” della sua costellazione (e quindi come la più brillante), oggi appare infatti nettamente superata in luminosità da Rigel, chiaro segno che nel volgere di 400 anni qualcosa di significativo è avvenuto. Una sensazione che trova un obiettivo riscontro anche nel giudizio di John Herschel, che nel suo famoso trattato “Outlines of Astronomy” scrisse di Betelgeuse nel 1852: «A tutti gli effetti è attualmente la stella più brillante dell’emisfero settentrionale».