Galleria Fotografica

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Galleria Fotografica

Tra la Via Emilia e il Sole

La foto di apertura di questo mese va a premiare uno scatto (scatto si fa per dire, perché come si può leggere più avanti la foto è in realtà molto lavorata) realizzato da Giuliano e Alessandro Carrozzi, padre e figlio, in occasione di un raro transito della Stazione Spaziale sul Sole. Ma lasciamo che sia Alessandro (17 anni!) a raccontarci com’è andata:

«Da molto tempo io e mio padre Giuliano volevamo fare questa ripresa, e da alcune settimane avevamo iniziato a informarci sui passaggi della ISS sopra la nostra regione consultando il sito calsky.com [vedi anche su Coelum n. 116 l’articolo “La Stazione Spaziale nel Sole” e su Coelum n. 154 “Calsky e Iridium flare, istruzioni per l’uso”]. Con un anticipo di qualche giorno abbiamo così scoperto che il 9 maggio, verso le 13:30, la linea centrale del transito avrebbe in pratica seguito il percorso della Via Emilia, passando anche molto vicino (a 3 km di distanza) dalla nostra abitazione di Casalgrande (RE).

Un sopralluogo condotto la mattina ci ha permesso di individuare un’area dove poter montare il telescopio solare. Per motivi di praticità e velocità di montaggio, abbiamo abbiamo deciso di riprendere il Sole in H-alfa utilizzando un Coronado PST. Per la ripresa è stata utilizzata una telecamera Basler Ace 1300 mono. Il tutto è stato montato su una vecchia Vixen Super Polaris. Le riprese sono state effettuate utilizzando il software FireCapture.

Purtroppo il cielo non era completamente limpido, c’era una leggera velatura che non ha impedito la ripresa ma ha tolto parte del dettaglio e del contrasto. Per sicurezza abbiamo iniziato la ripresa del video un paio di minuti prima, ma la ISS (avevamo riconsultato le previsioni la mattina stessa in modo da avere i parametri orbitali della stazione aggiornati) si è presentata puntualissima alle 13:32:40.

Il filmato è stato tagliato utilizzando Virtual Dub in modo da isolare un breve spezzone che contenesse il transito. Con IRIS sono stati salvati i 18 fotogrammi che contenevano la sagoma della ISS sul Sole (ognuno della dimensione angolare di 1 primo d’arco) e sono stati poi fusi in un unica immagine con Photoshop. Con Autostakkert2 ho poi realizzato un’immagine del Sole normale, sommando 500 fotogrammi in cui la ISS non appare, in modo da ottenere un’immagine dettagliata e poco rumorosa.
Le due immagini finali sono state poi unite per ottenere il risultato finale. Da notare che, come usavano i fotografi di un tempo ho condotto l’operazione oscurando con un telo nero la luce che riverberava sullo schermo. In questo tipo di riprese è infatti importante avere il monitor sempre sotto controllo in quanto il transito sul disco è velocissimo (in questo caso la durata è stata di soli 0,6 secondi). La curiosità di quel giorno è che al transito precedente (poco prima delle 12) abbiamo ascoltato in radio Samantha Cristoforetti in collegamento con una scuola italiana. Siamo infatti anche SWL e seguiamo spesso sulla banda radioamatoriale dei 2 m i collegamenti della Stazione».

Complimenti quindi alla famiglia Carrozzi, che sul disco del Sole è riuscita anche a ritrarre il grande gruppo di macchie AR 2339 (in alto a sinistra), come pure a Marcello Bertoldi che da Fidenza (PR) è riuscito anch’egli a ritrarre il transito inviandoci un mosaico riassuntivo della giornata che pubblicheremo nel prossimo numero.

Samuele Gasparini

galleria1 carrozzi

Ecco le più belle immagini dei lettori selezionate per voi dalla Redazione e pubblicate su Coelum questo mese:

Regione attiva in doppia luce
Alessandro Bianconi – Dolianova (CA)
regione attiva A

Come abbiamo detto sopra, proprio nei giorni del transito della ISS fotografato dai sigg.ri Carrozzi, sul Sole faceva bella mostra di sé il grande gruppo di macchie AR 2339, lungo circa 200 mila chilometri. L’autore di questi mosaici ha pensato di riprenderlo sia in luce bianca (in alto) che in H-alfa (in basso), per evidenziare le profonde differenze strutturali tra la fotosfera e la cromosfera. L’immagine in luce bianca è stata realizzata con una camera Basler ACA 640 mono + Filtro IRPASS al fuoco di un Celestron C14HD. Focale equivalente di 8500 mm (Baader C. Zeiss 2x). Quella in luce d’idrogeno con una camera ASI174MM su rifrattore TS Individual Achromatic da 152/900 munito di oculare Daystar Quark Chromosphere. Lunghezza focale di 6000 mm (Baader Q-torretta).

M31, la bellissima
Riccardo Cafarelli e Piero Romano – Messina

andromeda B

Come oggetto da ripresa la galassia di Andromeda non ama le mezze misure… quando viene male viene male davvero, ma quando viene bene sa essere meravigliosa. Come in questo caso. E in più, generosa in dimensioni e in luminosità com’è, sa offrirsi con naturalezza a strumenti di piccolo diametro; anche se ovviamente pretende lunghe esposizioni da chi vuole raggiungere risultati così spettacolari. Questa ripresa è stata infatti realizzata il 22 agosto scorso con una camera Magzero QHY8L al fuoco di un semplice Skywatcher ED80. Il segreto per una tale riuscita, oltre che nel cielo scurissimo dei siciliani Monti Nebrodi, sta nelle 30 pose di 15 minuti ciascuna per un totale di 7,5 ore di esposizione. Ma ne valeva la pena.

Saturno prima dell’opposizione
Damian Peach – UK

opposizione saturno C

Le migliori condizioni di ripresa si sarebbero verificate solo da lì a un mese e mezzo circa, ma anche fotografando il pianeta degli anelli all’opposizione difficilmente si sarebbe potuto fare meglio di questa immagine ottenuta il 10 marzo dall’isola di Barbados (Piccole Antille). Il dettaglio è quasi da telescopio spaziale e solo la limitazione della stampa su carta impedisce di apprezzare ciò che si vede a monitor, dove ad esempio è perfettamente percepibile il grande esagono della regione polare. Strumentazione utilizzata: Camera CCD ASI174 su SC Celestron C14.

Le nuvole di Venere
Stefano Quaresima – Roma

Nuvole venere D

Una delicatissima ripresa del nostro pianeta “gemello” riesce ad evidenziare il pattern della sua copertura nuvolosa, grazie soprattutto all’uso di filtri infrarossi e ultravioletti. L’immagine è stata ottenuta il 25 aprile scorso con una camera Magzero I-NOVA PLA MX al fuoco di un Meade LX200 16″ ACF; ed è il risultato dell’elaborazione di 56000 frame, per il 25% ottenuti con un filtro Schott IR850 e per il 75% con un
Astrodon UVenus. Singole riprese da circa 4000 frame sono state elaborate singolarmente e compositate con la funzione ‘derotazione di immagini’ di Winjupos.

L’ombra di Venere
Giorgia Hofer e Marcella Giulia Pace – Cortina (BL)

ombra venere E

E passando dalla Venere telescopica a quella ad occhio nudo, alzi la mano chi ha mai visto o fotografato l’ombra proiettata al suolo da questo brillantissimo pianeta! Questa immagine, realizzata dal Passo
Giau (2236 metri di quota) alle 21:45 del 9 aprile scorso, quando Venere brillava di magnitudine –4 nei pressi delle Pleiadi, dimostra che entro certe condizioni la cosa è possibile! Nikon D7100 e obiettivo da 18 mm; posa di 20 secondi a 5000 ISO.

La porta sulle stelle
Petr Horàlek – CZ
porta stelle F

Dice l’autore: «Capita qualche volta di avere l’impressione che la terra e l’universo intero si fermino stupiti in contemplazione di se stessi. E in quell’istante di sentirsi miracolosamente nel posto giusto al momento giusto…». Questo è avvenuto sicuramente la notte del 23 gennaio scorso nel deserto dell’Atacama, quando il cielo parve offrire in un lunghissimo fermo immagine tutta la forza dei suoi misteri finalmente rivelati. Le nubi rosse di Orione e della Vela sul ponte della Via Lattea, Giove in basso e le galassie di Magellano a destra, il tutto sul soffuso airglow dell’orizzonte… Questa eccezionale ripresa, da considerare addirittura fuori concorso per la sua irripetibile capacità di sintesi, è stata realizzata con una camera Canon 6D Baader IR modificata, abbinata a un obiettivo Samyang 24 mm, F/2.
Somma di 53 pose da 15 secondi ciascuna a 10000 ISO; panorama a proiezione stereografica.

Lama di luce nel Dragone
Alessandro Pensato e Giosi Amante – Palermo.

nel dragone G

Grande una volta e mezzo la Via Lattea e distante 53 milioni di anni luce nella costellazione del Dragone, NGC 5907 è una splendida spirale vista di taglio che attira da decenni le mire di chi s’interessa di
astrofotografia. L’immagine è stata realizzata componendo riprese ottenute in più sessioni di lavoro (12 maggio 2013, 19 e 20 maggio 2015), con strumenti (Newton SkyWatcher 200/1000, Newton Geoptik Formula 25 da 10″ F/5), camere (EOS 1100D modificata, 450D Cmos Cooled Baader) e luoghi diversi (Isnello e Ficuzza di Palermo). Integrazione di 86 pose per un totale di 16 ore. Il campo inquadrato è di circa 0,5°.