Galleria Fotografica

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Galleria Fotografica

Ancora una Lovejoy

La foto scelta per aprire la Galleria di questo mese è stata ottenuta da quello che a mio avviso è da ritenersi
attualmente il più bravo imager planetario in circolazione: l’inglese Damian Peach, che qui ha ripreso la testa della “cometa di Natale”. La C/2014 Q2 Lovejoy è la quindicesima scoperta di Terry Lovejoy, l’amatore australiano che diede il proprio nome anche alla grande sungrazer che nel 2011 incendiò i cieli dell’emisfero australe. Al momento dell’individuazione, avvenuta nella Poppa il 17 agosto scorso, la C/2014 Q2 appariva come «Un oggetto debole e di piccole dimensioni, con un diametro di 15″ e una debole coda di un primo d’arco…»…
Le fotografie astronomiche di Damian Peach si possono apprezzare nel suo sito www.damianpeach.com
foto peach
Samuele Gasparini

Ecco le più belle immagini dei lettori selezionate per voi dalla Redazione e pubblicate su Coelum questo mese:

Magnifica desolazione – 1
Alessandro Bianconi – Dolianova (CA)

galleria 188 A

Proprio dove l’estrema propaggine orientale del Mare Imbrium s’incontra con la parte nord del Mare Serenitatis, nella regione dove il 14 settembre 1959 cadde il Lunik 2 (e che per questo dal 1970 venne chiamata Sinus Lunicus), campeggiano questi tre crateri. Il più a nord è Aristillus, 56 km di diametro e una profondità di 3650 metri; il più piccolo è Autolycus (39 km) e il più grande è Archimedes, con il suo circo da 83 km profondo 2150 metri. Sulla sinistra, in alto, completano il paesaggio i Montes Spitzembergen, alti 1500 metri. Questa splendida immagine è stata ripresa il 13 dicembre scorso con la Luna all’Ultimo Quarto. Camera Point Grey Research GS3-U3-23S6M-C al fuoco di un Celestron C14HD + Barlow 2x Zeiss.

Magnifica desolazione – 2
Alessandro Bianconi – Dolianova (CA)

galleria 188 B

E sempre dello stesso autore, ecco un’altra visione lunare strappata con il suo strumento alla notte del 13 dicembre.
In questo caso si tratta della regione delle Alpi, attraversata dalla lunga (180 km) e particolarissima Vallis Alpes. Come si può vedere, la valle è solcata dalla famosa rima [vedi anche l’articolo“La valle delle Alpi lunari” in Coelum n. 91 – 2006] diventata negli ultimi anni un banco di prova per i migliori osservatori lunari. Circostanze e strumentazione come per la foto precedente.

Uno smeraldo nel cielo di dicembre
Bum-Suk Yeom – South Korea

galleria 188 C

Dopo la fotografia profonda realizzata da Damian Peach, ecco la cometa C/2014 Q2 (Lovejoy) vista secondo un’altra prospettiva, quella di chi – munito solo di una camera digitale – riesce comunque a individuare in cielo la sua posizione. Camera EOS 5D Mark III con obiettivo EF 200 mm F/2,8. Posa di 25 secondi a 800 ISO su inseguitore SkyTracker. La foto è stata realizzata alle 17:16 TU del 17 dicembre, quando la cometa si trovava tra la Poppa e la Colomba.

Geminidi 2014 – 1
Shigemi Numazawa – Japan

galleria 188 D

Anche quest’anno lo sciame delle Geminidi si è confermato come il più spettacolare e generoso, regalando emozioni specialmente agli osservatori asiatici. Lo dimostra questa straordinaria immagine formata da 1308 frame ripresi in un periodo di circa 160 minuti, capaci di registrare la traccia di 63 meteore. Camera digitale EOS 5D3 con obbiettivo Sigma 15 mm a F/2,8. Posa di 6 secondi a 12800 ISO per ciascuno dei 1308 frame.

Like a walk in the park
Jack Newton – Canada

galleria 188 E

Gli insegnamenti di Alan Friedman con il suo “Solar Nirvana” (vedi Coelum n. 154) hanno fatto breccia anche nel vecchio cuore di Jack Newton, un autentico pioniere della fotografia digitale. Lo dimostra questa splendida e originale ripresa in H-alfa di alcune protuberanze che spuntano dal bordo del Sole come tanti alberelli. Tanto che lo stesso Friedman ha commentato la foto scrivendo su un social: «Like a walk in the park… well done!».

Geminidi 2014 – 2
Dan McBride – USA

galleria 188 F

Questa volta la meteora è una sola, ma si tratta di un fantastico bolide, definito dallo stesso autore della foto come «il più luminoso che mi sia mai capitato di vedere». Il fortunato scatto è stato realizzato alle 3:31 locali del 14 dicembre, sulle montagne della Sierra Nevada (California), a 1600 metri di quota. Camera Nikon D5100 a F/3,5, posa di 1/30 di secondo a 3200 ISO

Geminidi 2014 – 3
Monika Landy-Gyebnar – Ungheria

galleria 188 G

E chiudiamo la piccola galleria dedicata alle Geminidi con un’altra compositazione, questa volta realizzata in Europa e con un centinaio di scatti, ognuno di 3 secondi di posa. Come si può vedere, anche l’estetica della cornice ambientale è stata curata al massimo. Camera Nikon D5100 con obbiettivo Tokina 11-16 a 11 mm.

22 Commenti

    • Foto italiane non ne sono arrivate molte questo mese, forse anche per il brutto tempo… e non sempre quella che sembra una bella foto vista online poi “funziona” anche sulla stampa. alcune si rischia di spegnerle, e’ quindi meglio lasciare che vengano viste ad esempio su Photocoelum. In più… non possiamo nemmeno pubblicare sempre gli stessi nomi ogni mese. Questo mese il nostro Direttore ha deciso di staccare… in fondo è la prima volta che una gallery è quasi completamente “straniera”.

      Paola DG

  1. No Zlatko!…..le riviste staniere non pubblicano le foto italiane!…perchè noi dovremmo fare per loro?….chiedo chiarimenti alla redazione di Coelum!….che continuano a ritenersi “inglesi” con la facoltà di non rispondere, che si avvalgono della di quel detto che…..”Il bel tacere non fu mAI SCRITTO”….

  2. in effetti 6 foto su 8 straniere son tantine, ma il periodo natalizio credo sia sempre problematico, anche io mi son dimenticato di mandarle. 🙂
    Cmq le riviste straniere pubblicano anche foto italiane, certo non tutti i mesi ma ogni tanto capita. Le mie son state pubblicate un po’ su tutte, unico suggerimento che potrei fare è che agli autori delle foto potrebbe essere inviata una copia della rivista come fan tutte le riviste straniere. Un incentivo e riconoscimento del lavoro fatto.

    In realtà altrove pagano anche fino a 100 euro a foto oltre alla copia omaggio, ma sarebbe chiedere troppo ad una rivista a distribuzione locale, avere un ricordo cartaceo già basterebbe 🙂

  3. Ragazzi stiamo parlando di Astronomia, non c’è alcun confine 🙂 Se una foto è bella, è bella e basta 🙂 Che sia stata fatta da un Italiano o da uno straniero. Personalmente io non guardo l’autore della foto, ma osservo l’immagine e leggo l’ottima descrizione che la redazione scrive.

    Io ho mandato delle foto a dicembre, ma non sono invidioso se ne sono state pubblicate altre! E’ uno stimolo a migliorare la mia tecnica di elaborazione e tutto ciò che ne segue 🙂

    Almeno in questo hobby non creiamo astio 🙂 Arriveranno soddisfazioni per tutti

  4. Paola hai ragione, è difficile trovare una soluzione unica per tutti 🙂 Le lamentele comunque non dovrebbero mai sorgere in questo campo, secondo me 🙂

    Don’t worry che non smettero mai, il fine ultimo di una serie di sforzi è la pubblicazione 🙂 Mi piace quello che faccio, mi piace istruirmi sul cielo e soprattutto mi piace l’elaborazione perchè sempre ricca di stimoli 🙂 La pubblicazione è la ciliegina sulla torta, se c è bene, se non c è la torta è comunque buona 😀

    • Marco, ma sei sicuro? In fondo un po’ di sana competizione (della serie “molti nemici molto onore”, 😀 ma senza riferimenti storico-politici) può far bene… e io lo preferisco al vedere tutti i mesi lo stesso C14 in Hi-res, che ormai abbiamo capito che funziona bene e vengono delle superfoto, se te lo puoi permettere. Per carità eh, trovo giusto dare visibilità agli italiani in primis, in presenza di immagini di buona qualità, ma senza escludere a priori gli stranieri, ecco 😉

  5. Sinceramente non griderei allo scandalo…
    Quando riesco a mandare le mie foto a Coelum (oltre a riuscire a farle ovviamente 🙁 )…. normalmente dopo un pò le pubblicano e mi fa piacere… ma non mi strappo i capelli se non lo fanno :D….

    A riviste estere le ho mandate, in passato, solo all’inglese Sky at night del compianto Patrick Moore… e le hanno pubblicate… magari a riviste internazionali e con un parco lettori più ampio arrivano molte più foto e quindi è più difficile essere pubblicati… ma non farei vittimismo dicendo che non pubblicano solo gli italiani… perché semplicemente non è vero 😉

    Grazie e buon lavoro,
    Francesco Di Cencio

  6. Purtroppo noto anch’io una gestione della Galleria Fotografica molto discutibile.
    Personalmente ne ho mandate almeno dieci, e non ho mai avuto la soddisfazione di vederne una pubblicata.
    Non saranno sicuramente di elevato livello, però su una rivista concorrente in diciotto numeri erano presenti ben otto foto del sottoscritto.
    Certo che se voi ritenete la foto di un coreano degna di pubblicazione sull’ultimo numero uscito. non ve ne manderò sicuramente più.

  7. Ma dai, ragazzi, seriamente… che facciamo, ce la cantiamo e ce la suoniamo? D’accordissimo, come ho già scritto qui e altrove, sul non vedere sempre il solito nome in galleria, con lo stesso setup figo, che si sbizzarrisce (nemmeno troppo) sui vari soggetti a tiro, altrimenti diventa una galleria personale, MA fare della nazionalità un criterio di selezione o peggio ancora “provincializzare Coelum” alla lunga è controproducente. E sminuirà anche la “gloria” di una pubblicazione futura. Impegnamoci a tirare fuori il meglio dai nostri strumenti e chissà, forse anche senza avere un C14 riusciremo a meritarci la gallery. Ecco, forse il rapporto prestazioni/strumento dovrebbe essere tenuto maggiormente in conto rispetto alla grandezza assoluta di quest’ultimo, questo sì garantirebbe l’accesso di tutti alla pubblicazione. Forzare la mano campanilisticamente no.

    • Tanto per farti un esempio Marco, mi hanno fatto molto piacere i tuoi complimenti su Photocoelum sulla mia ultima immagine del sole, magari migliorerò ancora e riuscirò a portare nella gallery una foto fatta con un filtro di soli 4cm, però spremuto fino in fondo, passando avanti a imagers con filtri più grandi che però non hanno ancora spremuto il loro setup a dovere.