Come ho costruito un Dobson da 1 metro di diametro – IV Parte

1
Come ho costruito un Dobson da 1 metro di diametro – IV Parte

DobsonLe osservazioni compiute
Nella primavera del 2015 il telescopio da un metro di diametro era finalmente pronto. Stiamo parlando del più grande telescopio trasportabile Italiano e comunque del più grande posseduto da un astrofilo, e uno dei più grandi telescopi trasportabili al mondo, dato che di telescopi della classe del metro trasportabili ne esistono solamente cinque in Europa e una decina negli Stati Uniti.

Con ben 7 anni di lavoro più o meno serio di autocostruzione, considerando comunque che erano passati 15 anni dalla prima idea, questo progetto mi ha tenuto compagnia per un lungo periodo della mia vita, durante il quale ho cambiato casa ben due volte, mi sono sposato e ho avuto due bellissimi bambini. Dopo tutto questo tempo, finalmente, il telescopio poteva essere puntato verso il cielo.
L’utilizzo di questo strumento non è ovviamente semplice, data la sua mole. Non è certo possibile decidere solo qualche ora prima che faccia buio di portare uno strumento dal peso di 270 kg sotto il cielo, bensì è necessario programmare l’uscita osservativa con un buon anticipo… per esempio, va affittato un furgone per il trasporto (nell’attesa di predisporre un carrello da attaccare al gancio di traino dell’automobile), essere sicuri di avere a disposizione un’area di una cinquantina di metri quadri dove scaricare lo strumento e utilizzarlo per tutta la notte, e poi avere la compagnia di uno o meglio di un paio di astrofili volonterosi che aiutino sia durante le operazioni di montaggio e smontaggio, sia in caso di imprevisti, da ripagare con le meravigliose visioni di cui sto per parlarvi.

1 commento