Cinquant’anni fa, i telescopi Alinari

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Cinquant’anni fa, i telescopi Alinari

Telescopi Alinari“Cosa sono io e cos’è il mondo? Perché esisto io ed esiste il mondo?” si chiedeva Tolstoj cercando il senso della vita. Dubito di essermi fatto una domanda così letteraria quando nacque la mia passione per l’astronomia, ma credo comunque di ricordare che la spinta verso il cielo e tutto quello che stava lassù, sopra di me, magico, misterioso, si formò da un pensiero del genere, per quanto assai vago.
In ogni caso, qualunque cosa io avessi pensato, il mio pensiero primario divenne quello di avvicinare il più possibile quelle luci misteriose; forse per sentirmi parte di un universo di cui avevo letto qualcosa su certe riviste trovate nella biblioteca comunale; un mondo pieno di storie incredibili e affascinanti, di stelle che nascono e muoiono, di comete perse e ritrovate, di astronomi isolati nelle loro irraggiungibili cupole.
Ma i miei occhi da soli non potevano arrivare tanto lontano! E l’occasione per avvicinare il cielo sarebbe arrivata solo un po’ più avanti nel tempo, grazie agli strumenti della ditta dell’ing. ALINARI di Torino, alla quale sarò sempre grato: senza i suoi telescopi forse avrei dovuto accantonare le mie curiosità e abbandonare il mio sogno; e questa è la storia di come avvenne l’incontro che cambiò la mia vita.