Cieli Extraterrestri – I fenomeni celesti osservabili dagli altri pianeti del Sistema Solare – Parte 2

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Cieli Extraterrestri – I fenomeni celesti osservabili dagli altri pianeti del Sistema Solare – Parte 2
Uno dei possibili scenari di cui potrebbe godere un osservatore posto proprio sopra gli strati più alti della copertura gassosa di Giove. I colori dei diversi gas, scompaginati dal vento, lasciano campo al nero dello spazio e in cielo si accendono delle luci davvero formidabili: sono i cosiddetti satelliti Medicei… uguali o superiori in grandezza alla nostra Luna e simili nelle dimensioni apparenti (in questo caso, il più grande a destra è Io, sullo sfondo, più lontano, Callisto e a sinistra Europa. Le stelle di sfondo, e soprattutto il gruppetto delle Pleiadi, servono ottimamente a dare un’idea delle dimensioni angolari dei dischi. Nel complesso sembrano muoversi tutti da est a ovest, lasciati indietro dalla rotazione di Giove, ma il diametro di Giove è così importante rispetto alle distanze dei satelliti, e il periodo di rotazione così veloce, che per effetto di una parallasse diurna di conseguenza molto alta, le due lune più esterne, Ganimede e Callisto, durante il loro moto apparente diretto mostrano delle rapide inversioni di moto, rispettivamente di 22' e 44' di ampiezza. Per Io ed Europa, dal moto apparente più veloce, si verifica invece solo un rallentamento. Nell’illustrazione, le quattro linee parallele identificano le orbite delle lune, tutte quasi perfettamente complanari.
Cieli Extraterrestri
Uno dei possibili scenari di cui potrebbe godere un osservatore posto proprio sopra gli strati più alti della copertura gassosa di Giove. I colori dei diversi gas, scompaginati dal vento, lasciano campo al nero dello spazio e in cielo si accendono delle luci davvero formidabili: sono i cosiddetti satelliti Medicei… uguali o superiori in grandezza alla nostra Luna e simili nelle dimensioni apparenti (in questo caso, il più grande a destra è Io, sullo sfondo, più lontano, Callisto e a sinistra Europa. Le stelle di sfondo, e soprattutto il gruppetto delle Pleiadi, servono ottimamente a dare un’idea delle dimensioni angolari dei dischi. Nel complesso sembrano muoversi tutti da est a ovest, lasciati indietro dalla rotazione di Giove, ma il diametro di Giove è così importante rispetto alle distanze dei satelliti, e il periodo di rotazione così veloce, che per effetto di una parallasse diurna di conseguenza molto alta, le due lune più esterne, Ganimede e Callisto, durante il loro moto apparente diretto mostrano delle rapide inversioni di moto, rispettivamente di 22' e 44' di ampiezza. Per Io ed Europa, dal moto apparente più veloce, si verifica invece solo un rallentamento. Nell’illustrazione, le quattro linee parallele identificano le orbite delle lune, tutte quasi perfettamente complanari.

Continua la carrellata sui fenomeni celesti osservabili dagli altri pianeti del sistema solare: in questa seconda parte visiteremo i cieli notturni dei Sistemi di Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Plutone.

GIOVE

Non avendo Giove una superficie solida dobbiamo per forza immaginare una situazione che ci consenta di osservare il suo cielo come se fossimo solidamente ancorati alla superficie. Immaginiamo allora di navigare appesi a un pallone sonda, appena oltre gli strati gassosi più alti, e di seguire comunque il veloce moto di rotazione del pianeta come se fossimo situati sopra il suo equatore. Il cielo, guardando verso l’esterno, sarebbe ovviamente del tutto nero, forse appena bluastro, e vedremmo sotto di noi uno spettacolo grandioso di nuvole di diversi colori, rosse, bluastre, bianche, poste a differenti altezze e sottoposte a un continuo movimento, dovuto ai potenti venti orizzontali che, a seconda della latitudine, spirano da ovest verso est o da est verso ovest, creando infiniti vortici e tempeste.