Autocostruzione – Un astroinseguitore per i due emisferi

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Autocostruzione – Un astroinseguitore per i due emisferi
L'astroinseguitore autocostruito da Massimo D'Apice.

L'astroinseguitore autocostruito da Massimo D'Apice.
L’utilizzo di congegni a orologeria meccanica, per imprimere il moto siderale alla montatura di un telescopio, in auge fino ai primi del 900’, è oggi considerato del tutto obsoleto. Come è ben comprensibile, il motivo di ciò risiede nella scarsa flessibilità e nella limitata precisione di siffatti meccanismi. In effetti, in epoca di motori passo-passo, sistemi di puntamento passivi e attivi (GOTO) e sensori CCD/CMOS, pare alquanto fuori luogo soltanto pensare di poter riesumare l’idea.

Ciò nonostante, esiste ancora oggi un impiego di nicchia dove i sistemi a orologeria possono avere un senso. È questo il caso dei piccoli astroinseguitori siderali, utilizzati dagli astrofotografi itineranti per riprese del cielo in luoghi bui e a volte raggiungibili con difficoltà soltanto a piedi…