APPENA ENTRATO IN FUNZIONE NELLO UTAH IL TELESCOPIO AMATORIALE PIÙ GRANDE DEL MONDO

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APPENA ENTRATO IN FUNZIONE NELLO UTAH IL TELESCOPIO AMATORIALE PIÙ GRANDE DEL MONDO
Nessun appassionato di astronomia possessore di un grande strumento potrebbe permettersi una posa del genere, addirittura in piedi nella cella dello specchio. Mike Clements invece sì, proprio di fronte allo specchio in Pyrex di 1,8 metri che equipaggia il telescopio amatoriale più grande del mondo.

IL TELESCOPIO AMATORIALE PIÙ GRANDE DEL MONDO
Nessun appassionato di astronomia possessore di un grande strumento potrebbe permettersi una posa del genere, addirittura in piedi nella cella dello specchio. Mike Clements invece sì, proprio di fronte allo specchio in Pyrex di 1,8 metri che equipaggia il telescopio amatoriale più grande del mondo.

William Herschel, Lord Rosse, Mike Clements. Tutti (o quasi) conoscono i primi due, pietre miliari dell’astronomia del diciannovesimo secolo. Sconosciuto, invece, il terzo, che però ha qualcosa in comune con i due grandi astronomi del passato, almeno con i loro strumenti. Il telescopio di Herschel, con cui William scoprì Mimas ed Enceladus (e pochissimo altro, essendo scomodissimo da usare), era un riflettore da oltre 1,2 di diametro. Quello di William Parsons, terzo Conte di Rosse, aveva uno specchio primario da 1,82 metri e per diversi decenni fu lo strumento più grande del mondo. Cose risapute, ma… chi è Mike Clements?

Michael Clements è un camionista americano dello Utah, appassionato di astronomia. Un signore di 50 anni che ogni notte, dopo una giornata passata a guidare il suo truck, ama gustarsi in pace le meraviglie del cielo. Una storia come tante, la sua, una passione che qui, tra le pagine di una rivista d’astronomia, possiamo ben comprendere. E allora, cosa ha fatto di così speciale, tanto da meritarsi l’accostamento con i grandi astronomi del passato? La suspense è terminata, ora posso dirlo: Mike Clements si è costruito il telescopio amatoriale più grande del mondo, un enorme newtoniano da 1,8 metri di diametro. Sì, non è un refuso: 1,8 metri di diametro… Uno strumento dotato di montatura dobsoniana, specializzato in quello che i moderni telescopi professionali non sanno più fare: osservare il cielo. Dopo esserci ripresi dallo shock, non ci resta che capire come caspita abbia potuto realizzare un’opera tanto imponente. Con quanto denaro? E chi l’ha aiutato?