ANELLI DI URANO è la prima ripresa amatoriale?

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ANELLI DI URANO è la prima ripresa amatoriale?
Urano
Alzi la mano chi, a prima vista, non sarebbe pronto a giurare che questa immagine ripropone Saturno in una ripresa amatoriale piuttosto bruttina. Un più attento esame del campo inquadrato rivela però una distribuzione dei satelliti non proprio familiare, e la luminosità di questi e degli anelli rispetto al disco del pianeta appare abbastanza anomala. E infatti, si tratta proprio di Urano! Il remoto pianeta è stata ripreso nel vicino infrarosso il 19 novembre 2002, con la camera multimodale ISAAC accoppiata al telescopio da 8,2 m ANTU del Very Large Telescope dell’ESO, a Picco Paranal. La posa complessiva è stata di 5 minuti, in una serata dal seeing eccellente (0,5 arcsec), mentre il diametro angolare di Urano appariva di 3,5 arcosecondi. Nella foto sono ben visibili cinque satelliti, tra cui i luminosi Oberon e Titania (di magnitudine 14), mentre appaiono molto deboli Portia e Puck, di magnitudine +21. La ripresa nell’infrarosso, come quella nella banda del metano, rende più luminosi gli anelli, che sarebbero altresì quasi invisibili all’osservazione da Terra, mentre la luce solare è quasi del tutto assorbita dal metano atmosferico, e il disco del pianeta risulta quindi più scuro.

Che Urano, con il suo dischetto di pochissimi secondi d’arco di diametro, sia il primo dei pianeti “proibiti” per gli astrofotografi è cosa risaputa. Riprendere le sue tenui bande, il chiarore delle zone polari o qualcuna delle sue rare tempeste è un’impresa che richiede infatti un’attrezzatura di livello oltre che la concomitante presenza di un seeing ottimale. Io stesso ho trascorso negli ultimi anni decine e decine di serate su Urano riuscendo a ottenere qualche risultato soltanto in una piccola percentuali di casi. Del resto, stiamo parlando di strutture che alla distanza di circa 20 UA ci appaiono viste dalla Terra come minuscoli segni di difficile interpretazione. Ma che dire degli anelli? C’è una qualche possibilità di riuscire almeno a evidenziare la loro traccia? Beh, forse sì, e adesso vi spiego come credo di esserci riuscito.
Già, gli anelli di Urano… Il fatto che siano stati scoperti casualmente soltanto nel 1977 [leggi su Coelum n. 69 l’articolo “Gli anelli di Urano, a 25 anni dalla sorprendente scoperta”], e per di più indirettamente tramite l’eclisse di una stella che li stava attraversando, lascia capire che stiamo parlando di un qualcosa davvero oltre il limite delle possibilità per chi opera in ambito amatoriale. E del resto, anche per gli astronomi professionisti non è andata meglio visto che le prime immagini degli anelli da Terra sono state ottenute dal Keck Observatory (e con l’aiuto dell’ottica adattiva) solo alla fine del secolo scorso, e cioè appena 14 anni fa. Ma la ripresa migliore dal punto di vista della spettacolarità è arrivata nel 2002 per merito del telescopio da 8,2 m ANTU del Very Large Telescope dell’ESO, a Picco Paranal (fig. 1): davvero difficile capire, guardandola, se il soggetto della ripresa è davvero Urano, e non piuttosto Saturno.

2 Commenti

  1. La ripresa non è mostrata correttamente, Urano e i suoi anelli hanno un’ inclinazione del 98% rispetto al piano galattico, quindi la foto doveva essere mostrata in verticale, non in orizzontale, per questo vista così, può apparire di Saturno. Una cosa che invece è strana sono le dimensioni dei satelliti, enormemente più grandi di come in realtà sono, se confrontiamo le immagini amatoriali effettuate da vari astrofili con telescopi de 30-40 cm.