20 settembre: Un nuovo massimo di Mira, la “stella con la coda”

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20 settembre: Un nuovo massimo di Mira, la “stella con la coda”
La straordinaria coda di Mira, ripresa dal telescopio spaziale GALEX nel lontano ultravioletto. Questo mosaico è basato su immagini acquisite tra il 18 novembre e il 15 dicembre 2006. La stella è il puntino luminoso che si trova all’interno del "bozzolo" nella parte destra dell’immagine. Crediti: NASA/JPL-Caltech/ C. Martin (Caltech)/M. Seibert(OCIW).

La straordinaria coda di Mira
La straordinaria coda di Mira, ripresa dal telescopio spaziale GALEX nel lontano ultravioletto. Questo mosaico è basato su immagini acquisite tra il 18 novembre e il 15 dicembre 2006. La stella è il puntino luminoso che si trova all’interno del "bozzolo" nella parte destra dell’immagine. Crediti: NASA/JPL-Caltech/ C. Martin (Caltech)/M. Seibert(OCIW).
Se potessimo osservare comodamente la costellazione del Mostro Marino (Cetus, impropriamente chiamato “Balena”) in ogni notte dell’anno (quindi senza il disturbo del Sole che le transita vicino in primavera), potremmo notare la presenza di una stella dalla colorazione prettamente rossastra che, dopo essere apparsa dal nulla ed essersi resa visibile per soli due mesi, tornerebbe da lì a poco a dileguarsi per scomparire nuovamente nelle oscurità cosmiche. Armati di buona pazienza, noteremmo però che, come per magia, essa tornerebbe nuovamente a rendersi visibile per poi scomparire e di nuovo ricomparire secondo un ciclo lungo 332 giorni: parliamo di Mira (Omicron Ceti), il prototipo delle stelle variabili pulsanti a lungo periodo.