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20 Agosto 2018
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Articoli marcati con tag ‘Pianeti Extrasolari’

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I ricercatori hanno identificato 121 esopianeti giganti che potrebbero avere satelliti naturali abitabili: esolune potenzialmente in grado di offrire un ambiente favorevole alla vita, forse persino migliore della Terra. Lo studio su The Astrophysical Journal
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Uno studio uscito oggi su Nature riporta per la prima volta l’individuazione di elio nell’atmosfera di un esopianeta. L’indizio che l’ha incastrato è stata la sua linea spettrale, individuata grazie ad una nuova tecnica che sfrutta la luce infrarossa catturata dal telescopio spaziale Hubble
osservazione amatoriale pianeti extrasolari
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Questa notte è stato lanciato con successo il Falcon 9 con a bordo TESS il nuovo osservatorio spaziale della NASA per la ricerca di pianeti extrasolari, e tante sono le opportunità anche per la ricerca amatoriale!
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Dopo le continue notizie di partenza posticipata per il telescopio spaziale Webb, è invece in partenza il nuovo cercatore di pianeti della NASA TESS. Partirà il 16 aprile da Cape Canaveral a bordo di un Falcon 9. Con campio molto più ampio di stelle molto più vicine e luminose del suo predecessore Kepler, fornirà ai telescopi di futura generazione candidati pianeti di taglia terrestre di cui studiare caratteristiche e atmosfera alla ricerca di ambienti che possano sostenere la vita.
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Nello scorso numero ho introdotto l’argomento relativo alla ricerca amatoriale condotta sui pianeti extrasolari, argomento ripreso a ormai dieci anni di distanza dai primi articoli che ho curato e che sono stati pubblicati proprio qui su Coelum Astronomia. Lo scopo dell’articolo è quello di fare il punto sulle ricerche in questo campo, tra le più [...]
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Siamo abituati a pensare che l’acqua sia alla base della vita come la conosciamo ed è sicuramente vero con le condizioni presenti nel nostro Sistema solare. Ma quando di acqua ce n’è troppa, come sui pianeti attorno alla stella Trappist-1 la vita non può svilupparsi. È questo quanto evidenziato dagli scienziati che hanno studiato il sistema esoplanetario più popolare del momento
TESS NASA
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Dopo essere sopravvissuto a molteplici imprevisti, da guasti meccanici a ondate di raggi cosmici, dopo nove anni di preziosissime scoperte di pianeti extrasolari, la missione del telescopio Kepler volge verso il termine mentre il combustibile a sua disposizione si avvicina all’esaurimento, evento che dovrebbe verificarsi entro qualche mese.
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Proprio come i detective studiano le impronte digitali per identificare il colpevole, gli scienziati hanno usato i telescopi spaziali Hubble e Spitzer della NASA per identificare le “impronte digitali” di acqua nell’atmosfera di un esopianeta caldo, gonfio, simile a Saturno ma allo stesso tempo molto diverso: WASP-39b contiene tre volte l’acqua contenuta dal nostro gigante gassoso che ne fa ipotizzare una formazione e un’evoluzione completamente diversa.
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Oltre dieci anni fa, su questa Rivista, ho pubblicato alcuni articoli come introduzione pratica alle tecniche di acquisizione delle curve di luce di pianeti extrasolari in transito. In quegli anni si cavillava sulla reale possibilità di rilevare, con una strumentazione amatoriale, delle differenze di luminosità delle stelle dell’1%. Tale è l’ordine di grandezza della caduta [...]
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Scoperti da un algoritmo di machine learning setacciando i dati della sonda spaziale Kepler della Nasa. Si trovano nei sistemi planetari delle stelle Kepler-90 e Kepler-80. Nicola Napolitano (Inaf): «L’intelligenza artificiale, e in particolare il deep learning, sta acquistando un ruolo primario in diversi settori dell’astronomia»
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Il cosiddetto ”defocusing”, distribuendo la luce su una superficie maggiore, permetterebbe di raggiungere precisioni molto elevate, ed è utile nel caso dei telescopi spaziali. Ne parliamo con Roberto Ragazzoni dell’Inaf di Padova, membro del board di Cheops
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In un freddo pomeriggio parigino di fine gennaio del 2014, tre astronomi italiani che devono la loro reputazione professionale agli studi sul magnetismo stellare, gli ammassi globulari e all’ottica adattiva, attraversavano la Senna, preoccupati e con parecchie perplessità. Avevano speso diversi degli anni precedenti a contribuire alla progettazione di una delle missioni spaziali che era [...]
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Il limite che separa il mondo dell’astrofilo da quello dell’astronomo sembra insuperabile, ma negli ultimi anni possedere un CCD è diventato sempre più comune nel mondo dell’astronomia amatoriale e la possibilità di elaborare i dati raccolti con i computer ha permesso a chiunque di effettuare ricerche e ottenere risultati prima inimmaginabili. Così, ora, l’obiettivo di [...]
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51 Pegasi b, la cui scoperta fu annunciata alla fine del 1995, fu il primo pianeta extrasolare trovato in orbita intorno a una stella di sequenza principale come il Sole. Il primo di una lunga serie. È anche uno dei pochi esopianeti ad avere avuto un nome vero e proprio, anzi due. Ecco la storia [...]
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Da Yale uno nuovo studio ci racconta come, con una innovativa tecnica di analisi su grandi dati, ha permesso ai ricercatori di individuare 60 nuovi gioviani caldi tra più di 140 mila stelle, ricercando le minuscole variazioni di luce dovute alla luce riflessa dal pianeta.
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La missione vede in prima linea l’Italia grazie all’Agenzia Spaziale Italiana e al contributo scientifico e tecnologico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica
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La misisone dedicata all’identificazione dei potenziali pianeti al di fuori del Sistema solare fa un ulteriore balzo in avanti, spostando l’asticella oltre quota 4000. Di essi, 10 nuovi candidati potrebbero essere simili per dimensioni alla Terra e trovarsi nella cosiddetta fascia di abitabilità. Il commento della ricercatrice Inaf Isabella Pagano
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NEL RAGGIO DI 20 ANNI LUCE DA NOI Epsilon Eridani, a 10,8 anni luce, Lalande 21185, a 8,3 anni luce e Gliese 581 a poco più di 20 emettono un segnale compatibile con una spcifica emissione radio della molecola dell’acqua. A individuare queste tracce, i ricercatori Cristiano Cosmovici (Inaf Iaps Roma) e Sergei Pogrebenko (Jive, Olanda)
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L’esopianeta scoperto dal telescopio Kelt nel 2016 è un pallone gonfiato, ma non lo stiamo insultando. Si tratta di uno dei pianeti più grandi e meno densi finora conosciuti
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