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30 Aprile 2017
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Articoli marcati con tag ‘ESA’

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Due milioni di stelle in movimento nel nuovo video rilasciato dal team della missione GAIA dell’ESA. Il volto cangiante della nostra Galassia è stato tracciato fino a 5 milioni di anni nel futuro, utilizzando i dati del Tycho-Gaia Astrometric Solution, uno dei prodotti della prima release di Gaia. Solo un’anteprima dei moti stellari che si potranno rivelare con le prossime release, e che ci consentirà di studiare a fondo la storia della formazione della nostra Galassia.
Close-up of star near a supermassive black hole (artist’s impr
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SI PENSAVA FOSSE LA SUPERNOVA PIÙ POTENTE Quello che si credeva il lampo di supernova più luminoso mai registrato sembra invece essere il frutto di un evento ancora più estremo e raro: un buco nero in rapida rotazione che riduce a brandelli una stella che gli si è avvicinata troppo. Lo studio, a cui ha partecipato Nancy Elias-Rosa dell’INAF, è stato pubblicato sul primo numero di Nature Astronomy. Con il commento di Massimo Della Valle (INAF)
Dark matter map of KiDS survey region (region G12)
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L’analisi di una nuova, enorme, survey di galassie, effettuata con il VST, il telescopio dell’ESO per survey del VLT, in Cile, suggerisce che la materia oscura possa essere meno densa e distribuita in modo più uniforme di quanto si pensasse. Un’equipe internazionale ha sfruttato i dati della survey KiDS (Kilo Degree Survey) per studiare come la luce proveniente da circa 15 milioni di galassie distanti viene influenzata dall’attrazione gravitazionale della materia sulle scale più grandi nell’Universo. I risultati sembrano non essere in accordo con quelli del satellite Planck.
ESA Exomars robot
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Alla ministeriale ESA della settimana scorsa, la seconda parte della missione verso il Pianeta rosso è stata confermata grazie soprattutto all’impegno del nostro paese. Maria Cristina De Sanctis (INAF): «La scienza è assolutamente outstanding, e molto diversa da quella che è stata fatta su Marte fino ad oggi»
eScience
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ARRIVA LA FIRMA DEL MANIFESTO DI LAZIO PULSE. Enti di ricerca, università, aziende e territorio uniti per un’innovazione condivisa. Appuntamento presso l’ESA-ESRIN il 7 dicembre 2016.
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La camera ad alta risoluzione CaSSIS a bordo di TGO, l’orbiter della missione ExoMars, ha inviato a Terra le prime immagini della superficie del pianeta. Elaborate in tempo quasi reale da un team di astronomi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Padova, stanno entusiasmando i ricercatori
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ExoMars la missione continua, la sonda TGO, anche se non ancora nella sua orbita finale che raggiungerà solo a marzo 2018, si sta preparando per le prime osservazioni scientifiche, con uno strumento già attivo e gli altri tre pronti a cominciare in questi giorni.
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A quanto pare la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, oggetto di studio della missione Rosetta negli ultimi due anni, non avrebbe ottenuto la sua forma a papera durante le fasi primordiali del sistema solare, ovvero 4.5 miliardi di anni fa. Stando a due studi recenti, il suo aspetto attuale sarebbe stato raggiunto poco più di un miliardo di danni fa
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Spesso ci si dimentica, o non si sa, che la ricerca spaziale non è sempre fine a se stessa, e le ricadute scientifiche sulla società ne sono parte integrante. Come per il progetto Copernicus di cui fa parte l’ESA: le informazioni rilevate dai satelliti saranno fondamentali per caratterizzare le aree colpite dai terremoti, permettendo di scoprire le strutture geologiche che le costituiscono e coordinare i soccorsi a seguito dei crolli e delle deformazioni del terreno.
Schiaparelli, il sito di impatto su Marte
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Sorvolando il sito d’atterraggio di Schiaparelli in Meridiani Planum, la sonda americana MRO potrebbe essere riuscita ad individuare il cratere generato dall’impatto del modulo contro la superficie.
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Mancano 72 ore al momento in cui l’Europa, guidata dall’Italia, potrà annunciare di essersi posata sul suolo marziano. Un evento storico che porrebbe il nostro paese e il nostro continente alla pari con gli unici che ad oggi ci sono riusciti: gli statunitensi
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TOUCHDOWN IL 19 OTTOBRE. Partito il conto alla rovescia per l’arrivo a destinazione di ExoMars 2016. La doppia missione per il pianeta rosso conquisterà orbita e suolo marziani il prossimo 19 ottobre. Diretta streaming su ASITV.
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Osiris è lo strumento che ha realizzato tanti dei magnifici scatti che abbiamo potuto ammirare della cometa 67P, è la camera in dotazione alla sonda Rosetta alla cui progettazione ha contribuito l’Università di Padova attraverso il CISAS. Si è posato sul suolo della sua ‘modella’ preferita, lo stesso suolo sul quale ha scattato le immagini della discesa di Philae e del quale ci ha mandato ogni giorno immagini incredibili, immagini che contribuiranno come poche altre alla nostra comprensione dell’Universo.
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Alle 12.39, con meno di un minuto di differenza rispetto al previsto, si è conclusa la missione per Rosetta, la sonda che ci ha aiutato e ci aiuterà ancora per molto tempo, a svelare i segreti delle comete.
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Il primo catalogo, con oltre un miliardo di stelle, collezionato in un anno dal satellite Gaia dell’ESA, è stato reso pubblico oggi. È la più imponente survey a tutto cielo d’oggetti celesti mai realizzata. In conferenza stampa internazionale, le astronome INAF Antonella Vallenari e Gisella Clementini
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È facile, ma non è un gioco. Pensato per curiosi, per astrofili, per professionisti. Il cosmo intero navigabile online, attraverso immagini e mappe convalidate dagli scienziati delle missioni dell’Agenzia spaziale europea. Media INAF ha intervistato il coordinatore del team di sviluppo, Fabrizio Giordano
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La precessione interna a dischi di accrescimento: Vortici gravitazionali intorno a un buco nero per la prima volta osservati da XMM-Newton dell’ESA con l’ausilio del Nuclear Spectroscopic Telescope Array (NuSTAR) della NASA.
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IL SUO NOME E’ 324P/LA SAGRA. Asteroide sì, ma anche un po’ cometa. A studiare meglio la natura di questo particolare oggetto che orbita nel nostro Sistema solare ci ha pensato il team di ricercatori guidato da David Jewitt dell’Università della California, a Los Angeles grazie alle riprese del telescopio spaziale di NASA ed ESA
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Grazie alle osservazioni combinate di Swift e XMM-Newton, è stato possibile individuare per la prima volta tracce di vento nebulare intorno a una stella di neutroni ultra magnetica, un’occasione unica per studiare le proprietà e il percorso evolutivo delle magnetar, resti ultra densi derivati dall’esplosioni di supernovae.
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La sonda si trova attualmente in un’orbita a 7-8 chilometri di altitudine; domani, 25 maggio, se il piano di volo verrà attuato, Rosetta scenderà fino a soli 5 chilometri di quota.
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