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19 Dicembre 2018
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Articoli marcati con tag ‘67P/Churyumov-Gerasimenko’

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Gli scienziati hanno scoperto che l’ossigeno molecolare trovato attorno alla cometa 67P non è prodotto sulla sua superficie, come era stato suggerito, ma verosimilmente proviene dal suo nucleo e ha pertanto un’origine primordiale. Tutti i dettagli su Nature Communications
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L’atmosfera della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è tutt’altro che omogenea. Oltre agli improvvisi scoppi di gas e polvere, all’alba si possono osservare fenomeni ricorrenti, quotidiani, dove il gas sublimato e la polvere da lui trascinata, si concentrano per formare strutture a forma di getti. Un nuovo studio Nature Astronomy identifica nella strana forma della cometa la causa principale di questi getti
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Un panorama sorprendente e in continuo cambiamento: così è apparsa la superficie del nucleo della cometa 67P Churyumov-Gerasimenko, nelle riprese della camera Osiris a bordo della missione Rosetta tra il 2014 e il 2016. Ad analizzare e interpretare le immagini sono stati due team internazionali a cui hanno partecipato scienziati di varie università e istituti di ricerca italiani, fra i quali gli astronomi dell’Inaf Gabriele Cremonese e Marco Fulle
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A quanto pare la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, oggetto di studio della missione Rosetta negli ultimi due anni, non avrebbe ottenuto la sua forma a papera durante le fasi primordiali del sistema solare, ovvero 4.5 miliardi di anni fa. Stando a due studi recenti, il suo aspetto attuale sarebbe stato raggiunto poco più di un miliardo di danni fa
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Osiris è lo strumento che ha realizzato tanti dei magnifici scatti che abbiamo potuto ammirare della cometa 67P, è la camera in dotazione alla sonda Rosetta alla cui progettazione ha contribuito l’Università di Padova attraverso il CISAS. Si è posato sul suolo della sua ‘modella’ preferita, lo stesso suolo sul quale ha scattato le immagini della discesa di Philae e del quale ci ha mandato ogni giorno immagini incredibili, immagini che contribuiranno come poche altre alla nostra comprensione dell’Universo.
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Alle 12.39, con meno di un minuto di differenza rispetto al previsto, si è conclusa la missione per Rosetta, la sonda che ci ha aiutato e ci aiuterà ancora per molto tempo, a svelare i segreti delle comete.
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Scelta la destinazione finale della cacciatrice di comete su 67P: Rosetta effetuerà la discesa controllata sulla regione di Ma’at, nome che nella religione egiziana rappresenta l’ordine cosmico.
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La sonda si trova attualmente in un’orbita a 7-8 chilometri di altitudine; domani, 25 maggio, se il piano di volo verrà attuato, Rosetta scenderà fino a soli 5 chilometri di quota.
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Grazie allo strumento tutto italiano VIRTIS, Rosetta ha osservato la cometa “cambiare colore” a causa delle modifiche della superficie nella sua fase di avvicinamento al Sole
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La bellissima cometa 67P decisamente attiva, mentre la sonda Rosetta cattura le sue immagii da pochi chilometri di distanza.
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Esattamente un anno anno fa il lander Philae atterrava sulla cometa 67P, entrando nella storia
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Grazie ai dati rilevati dalla sonda dell’ESA Rosetta, è stato identificato ossigeno molecolare nella chioma di Chury. Il gas risale probabilmente all’epoca in cui la cometa si è formata: una scoperta sorprendente che potrebbe cambiare la nostra comprensione sulle origini del Sistema Solare e complicare la ricerca di biosignature sui pianeti extrasolari.
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Nuove immagini della 67P/Churyumov-Gerasimenko, riprese nei giorni successivi al perielio e rilasciate nel corso dell’ultima settimana, mostrano la cometa nel pieno della sua attività.
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A pochi giorni dal risveglio insperato del lander Philae, è stata confermata l’estensione della missione per almeno altri nove mesi, fino a settembre 2016.
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Grazie alle immagini ad alta risoluzione dello strumento OSIRIS è stato possibile osservare con un dettaglio senza precedenti getti di polvere notturni sulla superficie di 67P, chiaro segno di un aumento di attività sul nucleo della cometa
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GIADA, lo strumento a bordo della sonda dell’ESA Rosetta, sta analizzando la polvere che forma la chioma della cometa, man mano che si avvicina al Sole. Sono stati trovati due tipi di grani: uno più denso e compatto, l’altro più poroso e meno denso.
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La cometa 67P/Churiumov-Gerasimenko si avvicina al Sole e con essa la sonda Rosetta e il suo lander. Al centro di controllo della missione sono tutti pronti per mettersi in contatto, già da giovedì prossimo, con Philae, nella speranza che il calore e la radiazione della nostra stella diventino sufficientemente intensi per ridestrarlo dal suo stato di ibernazione.
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La foto è stata scattata lo scorso 14 febbraio da una distanza di 6 chilometri dalla superficie della cometa e con una risoluzione senza precedenti di 11 centimetri per pixel. L’effetto penombra rende la silhouette scura della sonda europea più larga di qualche metro
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Il 14 febbraio la sonda Rosetta ha sfiorato la cometa 67P sorvolandola ad appena 6 km dalla superficie. Oggi l’ESA ha rilasciato le immagini, con una risoluzione di 0.76 metri per pixel, scattate dalla Navigation Camera durante la fase di massimo avvicinamento
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La cometa 67/P Churyumov Gerasimenko è scurissima, povera di ghiaccio d’acqua sulla sua superficie, ma ricca di composti organici presenti negli amminoacidi, i ‘mattoni della vita’. Ecco il primo ‘colpo d’occhio’ del nucleo del corpo celeste, ottenuto grazie alle osservazioni dello spettrometro VIRTIS. Fabrizio Capaccioni (INAF-IAPS), Principal Investigator dello strumento a bordo della sonda europea: «ci troviamo effettivamente in presenza di una cometa che contiene al suo interno tracce dei composti primordiali o addirittura precedenti alla formazione del nostro Sistema solare
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