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29 Maggio 2020
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    Il ritratto ad alta risoluzione di Mars Express della Kasei Valles, un canale ormai asciutto sulla superficie di Marte, e della sua travagliata storia. Le immagini suggeriscono molte e violente inondazioni, legate in modo stretto all’attività tettonica e vulcanica della vicina regione Tharsis.

    Un antico canale scavato da violenti allagamenti che ne hanno segnato e modellato le forme. Parliamo della spettacolare Kasei Valles, uno dei sistemi di canali ormai asciutti più impressionanti del pianeta Marte, con oltre 3000 Km di estensione e 3 di dislivello. Oggi, nel ritratto ad altissima risoluzione della missione ESA Mars Express.

    Le Kasei Valles su Marte fotografate recentemente da Mars Express. Crediti: ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

    L’immagine è uno dei più recenti risultati scientifici pubblicati in occasione del 10°anniversario del lancio della sonda europea Mars Express, (vedi questo articolo pubblicato su Media INAF).

    La zona di circa 1,55 milioni di chilometri quadrati, è stata fotografata componendo 67 scatti della Stereo Camera ad alta risoluzione, coprendo una superficie di circa 987 Km di altezza (da nord a sud) e di 1550 km di larghezza da est a ovest.

    La topografia della zona, Crediti: NASA MGS MOLA Science Team

    La topografia di questa zona, realizzata  grazie alle immagini e alle mappe prodotte in questi ultimi anni,  traccia il ritratto di un antico fiume che riserva molte sorprese nel suo percorso e nella sua travagliata storia. Analizzando la mappa topografica (cliccare sulla mappa per un ingrandimento) ci si rende facilmente conto che il canale doveva prendere origine vicino alla Valles Marineris (oltre il bordo inferiore della mappa) e dopo un lungo tragitto, riversarsi nelle vaste pianure  della Chryse Planitia (oltre il bordo destro). Lungo il suo accidentato percorso, il fiume si divide in due rami che abbracciano un’isola denominata Sacra Mensa che si innalza oltre 2 km sul letto del canale. Sul fondo, sono visibili alcuni crateri più o meno erosi dalla forza della corrente. Il più grande e facilmente identificabile è Sharanov, un cratere largo oltre 100 km, ancora parzialmente intatto sul fondo del fiume e contornato da diverse e suggestive strutture formate dalle correnti violente che aggirano gli ostacoli trovati sul loro passaggio.  Sempre sul letto, sono inoltre visibili dei piccoli crateri dalla caratteristica forma allungata che finisce in una coda, ad indicare che queste strutture devono essersi formate in eventi di impatto avvenuti nella zona già allagata.

    Le immagini suggeriscono una storia di molte e violente inondazioni, legate in modo stretto all’attività tettonica e vulcanica della vicina regione Tharsis,  datata oltre 3 miliardi di anni fa. Sotto la spinta di queste immense forze, la superficie del pianeta a varie riprese deve essere stata come “strappata”, facendo fuoriscire in modo violento dal sottosuolo il liquido fangoso. Durante i numerosi episodi di allagamento che sembrano aver segnato la storia di questa zona, devono essere state generate le fratture impressionanti visibili in queste immagini. Lo scioglimento di ghiacci e neve causato dall’attività vulcanica del pianeta sembra aver inoltre contribuito a rifornire questo fiume ormai secco, modellando ulteriormente l’impressionante sistema di canali.

    Per saperne di più:

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