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15 Dicembre 2019
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    Riprendiamo gli aggiornamenti sulle missioni spaziali con una panoramica di quanto sta accadendo sul pianeta rosso, lo stato della tempesta e delle missioni NASA in corso.

    Le due animazioni affiancate mostrano il pianeta Marte, sulla destra ricoperto dalla tempesta di sabbia tutt'ora in corso e a sinistra come invece viene visto nei normali periodi di "sereno" dal Mars Recoinnaisseance Orbiter (MRO). Crediti: NASA/JPL-Caltech/MSSS

    Monitoraggio amatoriale di Marte con tempesta in corso, pazientemente effettuato dal nostro Francesco Badalotti (astronomicalangrenus.it). Alcune immagini singole le trovate anche nella sua gallery di Photocoelum: http://www.coelum.com/photo-coelum/astroimagers/langrenus

    Marte lo possiamo veder brillare ancora di luce rosso-arancio sull’orizzonte sudest per tutta la sera, reduce della sua Grande Opposizione 2018. Purtroppo osservandolo attraverso un telescopio non ha dato grande soddisfazione agli astrofotografi in attesa, per tutta l’estate è infatti stato quasi completamente coperto da una tempesta di sabbia che ha oscurato le sue principali formazioni, che tanti appassionati speravano di osservare e riprendere con un dettaglio possibile solo ogni 15/17 anni circa. C’è comunque chi continua a monitorarlo, per cogliere quel poco che emerge dalla foschia e magari essere pronto a testimoniare la fine di questa lunga tempesta, che dopo il picco massimo di metà luglio, sembra essere sulla via del diradamento…

    Chi di voi si sta comunque divertendo nella ripresa e sta monitorando il fenomeno, è come sempre invitato a condividere anche con noi i suoi risultati su Arrivato su suolo marziano il 6 agosto del 2012, nonostante i problemi incontrati che a una così grande distanza non sono sempre semplici da risolvere, ha ripreso le trivellazioni del suolo, per analizzare i materiali al di sotto della superficie, e da poco ha ottenuto un nuovo campione nell’area chiamata Vera Rubin Ridge, dedicata all’astronoma statunitense, pionera nella studio delle galassie a alla quale si deve la scoperta della materia oscura.

    La prima trivellazione di Curiosity, il 20 maggio di quest'anno, della roccia indicata con il nome di Duluth. È stato il primo campione di roccia raccolto dall'ottobre 2016, a causa di un problema meccanico che ha costretto ad interrompere l'uso del trapano dal dicembre 2016. Crediti: NASA

    Le rocce in quest’area si sono dimostrate particolarmente dure, e con un video dedicato agli ultimi risultati della missione, la NASA annuncia nuovi risultati scientifici in arrivo. Ricordiamo che l’ultimo annuncio importante, dei primi di giugno, aveva portato a dimostrare che in quello che era il “l’antico lago Gale” esistevano tutti gli ingredienti necessari per la vita, sia i componenti chimici che le fonti di energia. Per ottenere significativi risultati che ci portino più vicino a capire se sul pianeta rosso ci sia mai stata la vita, dovremo aspettare le prossime missioni, come la russo europea ExoMars. Lo scopo di Curiosity infatti è sempre stato quello di capire invece se Marte avesse o avesse mai avuto un ambiente favorevole alla vita, non oltre, ma siamo sempre pronti a farci stupire!

    Opportunity

    Un selfie mosaico di Opportunity del 2007 (rilasciata però nel 2012) ci mostra l'ampio ventaglio dei pannelli solari del rover, che ne grantiscono la sopravvivenza e l'operatività, e che in questi mesi sono stati oscurati dalla polvere della tempesta. Crediti NASA

    Su Marte però non c’è solo Curiosity, il rover Opportunity, ben più anziano ma ancora in piena attività,  per il momento, proprio a causa della tempesta di sabbia, è ancora silente. L’ultimo valore di tau misurato nella sua regione (l’opacità dell’atmosfera dovuta alla sabbia sollevata dalla tempesta) è di 2,5, ma è un valore molto altalenante, che scende e risale a tratti, anche se ci dice che la tempesta è in via di diradamento (al 10 giugno il valore era infatti di 10,8!). Per poter avere abbastanza luce da ricaricare le sue batterie è necessario che scenda sotto il 2,0, o almeno questa è la previsione degli ingengneri del team missione al JPL (normalmente il rover, per confronto, ha avuto a disposizione una trasparenza con un tau pari a 0,5).

    Fortunatamente le temperature, mantenute anche da questa opacità dell’atmosfera, non sono state così basse come si temeva e il rover può ancora riuscire a riprendersi, anche se i danni potrebbero essere notevoli. Tra quando dovesse farsi sentire e quando gli ingegneri saranno davvero in grado di valutarne le condizioni potrebbero passare diverse settimane… in ogni caso quindi non resta che aspettare pazientemente.

    Se le avventure di Oppy vi mancano, la NASA ha attivato una pagina in cui potete mandargli una cartolina con un messaggio…

    InSight

    Un "selfie" interno di Insight, che la navicella ha inviato per dare prova che tutto funziona alla perfezione. L'immagine è stata presa dalla Instrument Context Camera (ICC) del lander e mostra le strutture interne che lo incapsulano all'interno della navicella spaziale. LaBackshell è la struttura che contiene il paracadute e tutto ciò che servirà al lander durante le fasi di ingresso in atmosfera, discesa e atterraggio, proteggendolo dalle forti temperature dell'impatto con l'atmosfera e accompagnandolo fino al suolo. Crediti: NASA/JPL-Caltech

    E sul suolo marziano è in arrivo un nuovo abitante, sempre dalla NASA anche se con una significativa partecipazione europea.  Si appresta ad arrivare infatti InSight, che si trova ora oltre la metà del suo viaggio. Ad oggi la navicella spaziale che la trasporta ha percorso 277 milioni di chilometri, e gliene mancano all’incirca 208 per toccare il suolo marziano sulla Elysium Planitia, dove iniziarà la sua missione sullo studio dell’interno del Pianeta Rosso. Il suo acronimo deriva infatti da Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport, ovvero studio dell’interno del pianeta attraverso analisi sismiche, di geodesia e del trasporto del calore.

    Il suo arrivo è previsto per il prossimo 6 novembre, tutti gli strumenti sono stati testati  con successo e tutto procede nominalmente (ovvero come previsto).
    Anche le telecamere del lander funzionano, e hanno ripreso un “selfie interno” della  backshell del lander. Tom Hoffman, project manager di InSight, spiega: «Se sei un ingegnere della missione InSight, il primo sguardo alla calotta di protezione termica, al cablaggio e ai bulloni di copertura è uno spettacolo davvero rassicurante in quanto ci dice che la nostra Instrument Context Camera sta funzionando perfettamente. La prossima foto in programma con questa camera sarà della superficie di Marte».
    Se tutto va come previsto, infatti, la ICC scatterà la prima immagine della Elysium Planitia pochi minuti dopo l’atteraggio sul suolo marziano di InSight.

    E poi dicono che non c’è vita su Marte! :)

    Il video della NASA (in inlgese) sugli aggiornamenti riportati e approfonditi


    SOGNANDO MARTE…
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