AGGIORNAMENTO POLICY GENERALE D'USO
Abbiamo aggiornato la policy d'uso del sito e dei servizi di Coelum Astronomia in seguito alla nuova normativa UE 2016/679 (GDPR).
Ti chiediamo pertanto di leggere i nuovi termini e condizioni e di accordare o negare il tuo consenso.
Per continuare ad utilizzare Coelum Astronomia, è necessario accettare la policy.

ATTENZIONE! Se scegli di cancellare il tuo account, l'operazione sarà eseguita entro 10 giorni lavorativi. L'operazione è IRREVERSIBILE. Per maggiori informazioni, contattaci a segreteria@coelum.com
CONFERMA
Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Ok
 
16 Settembre 2019
Ci sono 259 utenti collegati
Seguici su Twitter!
smarttotem ultimate digital signage
Tecnosky - Prodotti per Astronomia
Iscrivi alla Newsletter di Coelum Astronomia
  • Commenti Recenti

  • Parole dal Sito

  • Seguici anche su Facebook!

  • Active Members

    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
     
  • Online Users

    Al momento non ci sono utenti online
  • Letto 4.199 volte
    Nessun commento
    Commenta
    Combinando dati sulla gravità e sulla topografia, un team di ricercatori australiani è riuscito a creare una mappa ad altissima risoluzione della Luna, individuando bacini e crateri mai scoperti con le tecniche usate finora, in particolare sul lato nascosto. I dati saranno utili per studiare la storia del Sistema solare.

    Un gruppo di ricercatori dell’Università di Curtin, in Australia, ha di recente scoperto 280 nuovi crateri sulla Luna, grazie a dati raccolti da diversi satelliti e a una nuova rilevazione topografica.

    Il team, guidato da Will Featherstone, ha utilizzato una combinazione di dati sulla gravità e sulla superficie lunare per sviluppare una nuova mappa  di gravità ad altissima risoluzione della Luna, riuscendo a identificare 280 crateri mai visti finora, 66 dei quali sono chiaramente visibili.

    Grazie a nuovi modelli computerizzati gli esperti hanno potuto studiare più nel dettaglio bacini che finora non erano stati scoperti con altre tecniche. Lo studio era partito dall’identificazione di due bacini sul lato oscuro della Luna, ma è stato poi esteso a tutto il satellite.

    Un'immagine ottenuta combinando dati provenienti da informazioni gravitazionali e rilevazioni della superficie che ha permesso agli astronomi australiani di identificare 280 nuovi crateri. Crediti: Curtin University/Will Featherstone

    Featherstone, autore dello studio che sta per essere pubblicato sul Journal of Geophysical Research, ha detto che “mappare l’altra faccia della Luna è particolarmente impegnativo perché i satelliti in orbita non possono essere seguiti dalla Terra quando vi transitano”. Per questo i ricercatori contano di ottenere ulteriori dati, quando potranno applicare le loro tecniche ai nuovi risultati dalla missione Grail della NASA, conclusa lo scorso dicembre.

    La stessa squadra di tecnici era riuscita a realizzare una mappa di gravità di Marte, utile per conoscere meglio la struttura interna del Pianeta Rosso.

    Scrivi un Commento

    Devi aver fatto il login per inviare un commento