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21 Agosto 2018
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    Una recente immagine di MRO della Nili Fossae, una regione che è stata a lungo una valida alternativa al Gale Crater, luogo scelto per l’atterraggio di Curiosity del 6 Agosto. La struttura chimica dei suoi depositi è molto interessante, ma la zona è troppo impervia e rischiosa per il rover.

    Sembra un quadro di Pollock dove il colore è l’elemento principale, in tutte le sue gradazioni e con tutti i suoi meravigliosi contrasti. Invece, l’elemento principale di questa immagine realizzata di recente dalla missione MRO è la zona marziana della Nili Fossae. Una interessantissima zona a lungo studiata come possibile target di Curiosity. Una zona dove (purtroppo) il rover non potrà atterrare.

    Un ritratto a falsi colori della Nili Fossae, ritratta da MRO. Credit: NASA/JPL-Caltech/University of Arizona

    L’immagine è  stata realizzata il 15 Marzo 2012 dalla camera HIRISE della missione Mars Reconnaissance Orbiter della NASA. Nel momento in cui l’immagine è stata scattata, il Sole illuminava la scena con una inclinazione di 45 gradi sull’orizzonte e la sonda distava circa 280 Km dalla superficie del pianeta. La risoluzione a terra è di circa 50 cm/pixel. Questo vuol dire che nell’immagine, oggetti che misurano poco piu di un metro e mezzo, risultano chiaramente distinguibili. Il Nord è verso l’alto ed è inquadrata una zona della superficie del pianeta chiamata Nili Fossae.

    A parte l’impatto estetico dell’immagine, simile a quello che potrebbe avere un quadro astratto, il significato scientifico è evidente. Ogni colore rappresenta un diverso minerale e l’immagine dimostra chiaramente la varietà geologica della zona. E’ identificabile il materiale espulso da un cratere da impatto  e il materiale più antico che questo impatto ha esposto. Tutto questo rende la Nili Fossae una zona molto interessante oltre che fotogenica.

    Nili Fossa è una enorme frattura della superficie del pianeta larga circa 25 Km. La sua formazione è stata causata dall’impatto dell’enorme meteorite che ha creato l’Isidis Basin a est, uno dei 4 più grandi crateri da impatto di Marte. L’evento ha causato la deformazione della superficie del pianeta e dato vita a una regione in cui è visibile una grande varietà di minerali argillosi esposti in superficie. Questi depositi sono particolarmente interessanti. La loro struttura chimica contiene acqua e quindi può preservare tracce di materiale organico (cioè contenente carbonio). Nella zona sono anche presenti evidenti tracce del materiale vulcanico che ha in parte riempito la frattura formata dall’impatto.

    Per tutte queste ragioni, la zona della Nili Fossae è stata a lungo tra i possibili luoghi prescelti per l’atterraggio di Curiosity, il rover a bordo della missione MSL che arriverà in questi giorni sulla superficie di Marte. Una possibilità presa in considerazione per il suo interesse scientifico, ma purtroppo scartata per cause di forza maggiore. La Nili Fossae è risultata troppo impervia e rischiosa per l’atterraggio di una sonda. Per ora, il suo mistero, può essere studiato solo attraverso questa (ed altre) magnifiche immagini catturate dallo spazio.

    Per sapere di più sulla missione MSL http://www.nasa.gov/mission_pages/msl/index.html

    La rubrica “Immagini dal Sistema Solareè a cura della Southern Europe Regional Planetary Imaging Facility (SRPIF), la Fototeca NASA ospitata presso lo IAPS di Roma con la collaborazione dello Space Photography Laboratory (SPL), la Fototeca dell’Università dell’Arizona.

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