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21 Novembre 2019
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    La missione NASA che avrà l’onore e onore di studiare per la prima volta da vicino gli asteroidi troiani di Giove ha superato la Critical Design Review e può quindi ora passare alla fase di produzione per essere pronta al lancio nel 2021.

    Crediti: SwRI

    Dopo comete, asteroidi vicini e di fascia, è il momento di incontrare gli asteroidi troiani, ovvero quegli asteroidi che convivono nella stessa orbita dei grandi pianeti del nostro Sistema Solare, e in particolare il pianeta Giove. E Lucy, la missione ideata dalla NASA per esplorare sette asteroidi nell’arco di 12 anni, ha superato con successo la fase critica di controllo del progetto e si alla produzione vera e propria in vista del lancio previsto, per il momento, per il 2021.

    A questa missione è stato dato un nome evocativo, così come il celebre australopiteco Lucy ci ha portati più vicini a comprendere le nostre origini come razza umana, la missione Lucy si pone l’obiettivo di svelare (se non addirittura rivoluzionare, come fece il piccolo australopiteco) quel che ancora non sappiamo  delle origini del nostro Sistema Solare.

    Dopo aver superato la fascia principale degli asteroidi (in bianco), Lucy si dirigerà verso il punto L4, dove troverà il "gruppo greco" (in antitesi con il "gruppo troiano" in L5) dei più genericamente chiamati "asteroidi troiani" di Giove (in verde). Wikimedia Commons.

    Fly-by dopo fly-by, infatti, visiterà da vicino un asteroide di fascia e sei asteroidi troiani, considerati dei “fossili” formatisi all’origine del nostro Sistema Solare, più di 4 milioni di anni fa, dalla zona della nube protoplanetaria che ha visto la nascita del pianeta di cui percorrono l’orbita, e quindi composti del materiale primordiale da cui hanno preso forma i pianeti del Sistema Solare esterno. Delle vere capsule del tempo.

    I troiani si trovano in due di quei punti di equilibrio, dell’orbita di Giove, tra l’azione gravitazionale del Sole e quella del pianeta chiamati punti di Lagrange, in particolare nei punti L4 e L5. Lucy raggiungerà nel 2027 la popolazione di troiani di Giove che abitano il punto L4, chiamati anche “gruppo greco” per poi passare al gruppo in L5 chiamato in antitesi “gruppo troiano” (questi asteroidi infatti prendono nome dagli eroi della mitologia greca che hanno partecipato alla guerra di Troia, con un paio di eccezioni…).

    Il percorso di Lucy che nell'arco di 12 anni visiterà i due gruppi di asteroidi troiani di Giove. Nell'arco del 2017/28 visiterà (3548) Eurybates (in bianco), (15094) Polymele (in rosa), (11351) Leucus (in rosso) e (21900) Orus (in rosso), per poi passare al punto L5 dove visiterà (617) Patroclus-Menoetius, un asteroide binario (in rosa), nel 2033. Come "bonus" nel 2025 passerà nelle vicinanze di (52246) Donaldjohanson, l'asteroide di fascia (in bianco) che prende il nome dallo scopritore dell australopiteco Lucy. Dopo il 2033, alla fine della missione primaria, continuerà a passare da una all'altra popolazione di troiani in cicli di sei mesi. Crediti: Southwest Research Institute

    La missione è quindi stata ideata per effettuare più flyby in successione, sfruttando l’effetto fionda della Terra, sia in partenza che per il passaggio da un punto Lagrangiano all’altro. Prima però di entrare effettivamente in produzione ogni missione deve passare la Critical Design Review, una fase delicata che, dopo anni di lavoro di progettazione, un comitato indipendente, formato da revisori della NASA e di diverse organizzazioni esterne, decide definitivamente se è realizzabile o meno, e da il via alla produzione.

    Durante questa fase di controllo, il team di Lucy ha presentato il progetto nella sua interezza, dimostrando di aver superato tutte le sfide tecniche per raggiungere in sicurezza gli obiettivi della missione, e di essere pronto a passare alla fasa di realizzazione vera e propria della strumentazione. Quattro giorni in cui la commissione ha ascoltato le presentazioni del team su tutti gli aspetti relativi al progetto: la navicella spaziale vera e propria Lucy, il suo payload, la progettazione dei test per mettere alla prova tutti gli aspetti software e hardware della missione, la parte che riguarda il controllo da terra, tutta quella ingegneristica e quella che riguarda la scienza che farà Lucy in missione. Dopo questa fase si è acceso finalmente il semaforo verde per portare a termine la fase di produzione e quindi il lancio per la missione vera e propria.

    «È un momento esaltante per noi, perché ci muoviamo dalla fase di progettazione a quella in cui potremo davvero cominciare a costruire la sonda» spiega Hal Levison, principal investigator della missione presso il Research Institute a Boulder, Colorado. «Sta finalmente diventando reale!».

    Per maggiori informazioni sulla missione

    https://www.nasa.gov/lucy

    http://lucy.swri.edu


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    Coelum Astronomia di Ottobre 2019
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