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25 Agosto 2019
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    Tutto è andato secondo i piani: il 4 dicembre scorso la sonda Cassini della NASA, in orbita attorno a Saturno dal luglio 2004, ha attraversato con successo il piano degli anelli, nella sua prima orbita di 20 passaggi ravvicinati degli anelli, durante i quali la sonda potrà ottenere dati e immagini con una risoluzione senza precedenti.

    Questo grafico mostra le ultime due fasi orbitali della sonda Cassini. A sinistra, in grigio, le orbite che permetteranno alla sonda di sfiorare il bordo esterno degli anelli. In azzurro sono indicate le orbite finali, che avranno inizio a fine aprile e porteranno Cassini sempre più vicina all’atmosfera di Saturno. In arancione è mostrata la traiettoria finale, con il tuffo della sonda. Crediti: NASA/JPL-Caltech

    La sonda Cassini della NASA ha completato la sua prima orbita stretta, sfiorando il bordo esterno degli anelli di Saturno. Il 30 novembre scorso aveva effettuato una delle sue ultime manovre in preparazione del finale, previsto per settembre prossimo.

    Segnale di manovra completato con successo, ricevuto al Centro di Controllo della missione Cassini al NASA-JPL Credits: NASA/JPL-Caltech

    Domenica 4 dicembre, alle ore 14:09 ora italiana, la sonda ha attraversato il piano degli anelli, passando ad una distanza di circa 91 mila km dal bordo esterno delle nubi di Saturno. In quella posizione si trova un debole anello di polveri prodotto dalle lune Giano ed Epimeteo, ad appena 11 mila km dall’anello F.

    Un’ora prima di questo incontro, Cassini ha acceso il proprio motore principale, bruciando carburante per circa sei secondi. Mezz’ora più tardi, durante la fase di avvicinamento al piano degli anelli, la sonda ha attivato la calotta a copertura del motore come misura di protezione.

    «Grazie a questo piccolo aggiustamento di traiettoria ci troviamo ora nella posizione ottimale per sfruttare al meglio la prossima fase della missione», dice Earl Maize, responsabile del progetto Cassini presso il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. Poche ore dopo il passaggio lungo il piano degli anelli, Cassini ha avviato una scansione completa degli anelli utilizzando il proprio esperimento scientifico che sfrutta le onde radio per studiare il dettaglio della loro struttura.

    «Abbiamo dovuto pianificare queste manovre per anni, ma adesso che ci siamo riusciti tutto il team Cassini non vede l’ora di cominciare a studiare i dati che raccoglieremo da queste orbite ravvicinate», racconta Linda Spilkerproject scientist di Cassini al JPL. «Questo è un momento straordinario di un viaggio che è già stato fino ad ora molto emozionante».

    Le camere a bordo di Cassini hanno raccolto immagini di Saturno circa due giorni prima di attraversare il piano degli anelli, ma non durante la fase di massimo avvicinamento. Gli obiettivi principali di questo primo passaggio erano la manovrale osservazioni da effettuare con altri strumenti scientifici. I prossimi passaggi garantiranno la raccolta di alcuni dei panorami migliori sulle regioni esterne degli anelli e sulle lune che vi si trovano.

    L’orbita attuale della sonda le permette di compiere un giro completo attorno a Saturno ogni 7 giorni. Il prossimo passaggio nei pressi dei bordi esterni degli anelli è previsto per l’11 dicembre. Cassini effettuerà in tutto 20 orbite con passaggi ravvicinati degli anelli, finché il 22 aprile prossimo l’avvicinamento di Titano modificherà la traiettoria di volo. A partire da quella data la sonda si avvicinerà ancora di più a Saturno, sfiorando la sua atmosfera da 2.400 km di distanza.

    Il 15 settembre 2017 la missione concluderà il proprio viaggio con un tuffo nelle dense nubi di Saturno. Cassini continuerà a trasmettere i dati raccolti dai suoi strumenti anche durante l’immersione, fino a quando non si perderà il suo segnale.

    Leggi anche

    L’articolo di approfondimento sulla Missione Cassini su Coelum 201 Saturno va in scena!


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    Un Commento a “Primo tuffo per Cassini”

    1. Davvero emozionante questa ultima fase della missione. Probabilmente la sonda ci invierà delle immagini irripetibili. Complimenti alla NASA!

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