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    L’oggetto celeste, che verrà raggiunto da New Horizons nel 2019, protagonista di altre due osservazioni operate dallo spazio e da terra

    Il moto dell’oggetto trans-nettuniano 2014 MU69 sullo sfondo delle stelle fisse ottenuto con immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble. | NASA/ESA/SWRI/JHU/APL, AND THE NEW HORIZONS KBO SEARCH TEAM

    2014 MU69, non sarà raggiunto da New Horizons prima del 2019, ma sta già destando l’attenzione degli scienziati. In particolare, i membri del team della sonda sono in attesa dei dati relativi all’occultazione stellare dello scorso 3 giugno, registrata in Argentina: ovvero il rapido passaggio di 2014 MU69 davanti a una stella.

    Quattro astronomi del team di osservazione Sudafricano della New Horizons, osservano il cielo in attesa dell'inizio dell'occultazione del 3 giugno, grazie alla quale si è scoperto che MU69 potrebbe non essere così scuro e grande quanto si credeva. Credits: NASA/JHUAPL/SwRI/Henry Throop

    Molti astronomi torneranno nel paese sudamericano il prossimo 17 luglio, in occasione della terza e ultima occultazione stellare di quest’estate.

    Per l’evento del 3 giugno scorso, più di 50 membri del team di New Horizons hanno installato telescopi in Sudafrica e in Argentina, seguendo il percorso dell’oggetto e cercando di ottenere una rapida occhiata della durata non superiore ai due secondo di 2014 MU69. Fondamentale per la comunità scientifica, il supporto del telescopio spaziale Hubble e della sonda Gaia, che hanno fornito una serie di informazioni sull’oggetto.

    Grazie alla combinazione dei telescopi, gli studiosi hanno catturato più di centomila immagini della stella occultata che saranno utili per studiare l’ambiente che circonda l’oggetto che orbita nella Fascia di Kuiper. Una prima scoperta riguarda le dimensioni dell’oggetto che potrebbero essere inferiori a quelle inizialmente stimate (20-40 chilometri).

    «I primi risultati ci dicono qualcosa di interessante – commenta Alan Stern, responsabile della missione – abbiamo osservato l’oggetto dai siti pianificati, senza riuscire a rilevarlo. Ciò potrebbe voler dire che esso è altamente riflettente e più piccolo del previsto, o si tratta di un gruppo di corpi più piccoli risalenti agli albori del Sistema Solare».

    SOFIA, l'Osservatorio "volante" della NASA, si è trovato al posto giusto nel momento giusto, grazie ai dati ricavati dal Telescopio Spaziale Hubble e da GAIA, satellite dell'ESA, che hanno permesso di prevedere con grande dettaglio la geometria e i tempi dell'occultazione del 10 luglio. I dati verranno analizzati nelle prossime settimane.

    Queste supposizioni dovranno essere confermate dalle osservazioni del 10 e del 17 luglio.

    Il 10 luglio, l’Osservatorio SOFIA della NASA ha utilizzato il suo potente telescopio per sondare la porzione di spazio che circonda l’oggetto e per identificare gli eventuali detriti che potrebbero essere d’ostacolo alla sonda nei prossimi 18 mesi.

    Durante l’ultima occultazione estiva, invece, sarà Hubble a puntare i suoi occhi sui detriti con l’aiuto dei telescopi da terra che cercheranno di determinare le dimensioni di MU69 in modo più preciso possibile.

    Risorse in rete

    Segui la New Horizons nel suo viaggio verso MU69

    Plutone Instant Book 13 anni di notizie e approfondimenti seguiti per voi da Coelum Astronomia! La Redazione di Coelum ha voluto selezionare e raccogliere in questa pubblicazione i documenti, gli articoli e i contributi relativi a un’avventura davvero speciale. Dal 2002 quando la missione era solo un progetto al 15 luglio 2015, quando la NASA ha rilasciato le prime immagini acquisite dalla New Horizons durante il veloce FlyBy.



    Eclissi di Sole, tra Suggestioni, Scienza e Storia

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