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27 Febbraio 2020
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    Ma a breve inizierà la “stagione delle pulizie”, e gli ingegneri non hanno ancora perso tutte le speranze. Le speranze saranno sufficienti per chi dovrà decidere se continuare i tentativi o decretare la fine della missione?

    Una foto panoramica del cratere Endeavour dove si trova Opportunity, ricostruita dalle immagini raccolte dalla sua camera PanCam, riprese tra il 7 e il 19 giugno 2017. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Cornell/Arizona State Univ.

    A un mese dall’inizio delle operazioni per tentare di recuperare la comunicazione con il rover Opportunity della NASA, gli ingegneri ancora non hanno ottenuto alcuna risposta.

    Dal JPL si sta tentando una combinazione di ascolto di eventuali segnali dal rover e di invio di comandi nel caso Oppy fosse ancora operativo e si risvegli. Anche se la tempesta di polvere si è ormai dispersa, è possibile che uno strato di quella polvere si sia depositato sui pannelli solari del rover e stia bloccando i raggi solari necessari per ricaricare le sue batterie. Purtroppo non c’è modo di sapere se e quanta polvere possa essersi depositata e se sia quindi questo l’unico ostacolo al risveglio del rover.

    Però su Marte un periodo particolarmente ventoso, noto al team di Opportunity come “stagione della pulizia delle polveri”, avviene tra i mesi di novembre e gennaio, e come si può intuire dal nome che le è stato dato, questa potrebbe aiutare a ripulire i pannelli del rover come già successo in passato. Nel 2014 infatti, proprio grazie ad un colpo di vento particolarmente intenso rispetto al solito, l’energia del rover ha avuto un’impennata, grazie proprio alla polvere spazzata via dal vento.

    In alto un paio di selfie fatti da Opportunity nel gennaio e nel marzo del 2014. Nel primo caso, a sinistra, nella foto di gennaio si vedono ricoperti di polvere marziana, fatto che ha giustificato un calo nella produzione di energia molto maggiore di quello che ci si poteva aspettare dalla stagione invernale in cui si trovava, e quindi con il Sole basso sull'orizzonte. Sulla destra invece un selfie effettuato dopo un picco improvviso di energia che, dai 375 wattora dei pannelli ricoperti di sabbia è passato a quasi il doppio a 620 wattora. Fu evidente come delle raffiche di vento particolarmente intense avevano ripulito i pannelli dalla sabbia depositata sopra, molto più di quanto fosse mai successo negli anni precedenti, un'eventualità che speriamo succeda anche nella prossima primavera marziana. Cliccare sull'immagine per ingrandire. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Cornell Univ./Arizona State Univ.

    Il team missione spera quindi in un possibile nuovo colpo di vento che permetta al rover di caricare a sufficienza le batterie da risvegliarsi e riprendere le comunicazioni, anche se non è detto che siano stanziati i fondi per continuare i tentativi o se invece non si decida per decretare la fine della missione. A giorni infatti l’agenzia di Pasadena relazionerà alla NASA sui progressi e le prospettive di recupero della missione, e sapremo qualcosa di più sul destino dell’anziano rover.

    Opportuny ha infatti più volte superato di gran lunga qualsiasi aspettativa di vita che gli scienziati abbiano mai avuto per lui. Proprio a causa dei rigidi inverni e delle tempeste di polvere non ci si aspettava che né lui né il gemello Spirit superassero i 90 giorni di missione sulla superficie marziana, e invece per Oppy siamo ormai a quasi quindici anni…

    L’ultima comunicazione del rover risale al 10 giugno prima che venisse forzato all’ibernazione a causa della tempesta che stava invadendo il pianeta. Per il momento però… continuate a restare in ascolto con noi!


    Prevedere l’imprevisto… Hayabusa 2 alla scoperta di Ryugu. BepiColombo in partenza per il Pianeta di Ferro. Terra chiama Opportunity, risponderà mai il rover? Che forma può avere un alieno? 
    Tanti gli argomenti affrontati sul nuovo…

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