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3 Dicembre 2020
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    L’asteroide Lutetia, in tutto il suo splendore, nel filmato recentemente realizzato con le immagini catturate durante il flyby del 2010 della sonda ESA Rosetta.

    Avvicinarsi fino a pochi chilometri dalla superficie di un asteroide a bordo di una sonda spaziale? Se questa eventualità fa tornare alla mente immagini hollywoodiane, è anche possibile affrontare l’idea in modo più scientifico. Vengono in nostro aiuto  le immagini originali realizzate durante il flyby all’asteroide Lutetia dalla sonda ESA Rosetta, usate per produrre il video di oggi. Forse poco hollywoodiano, ma altrettanto avventuroso.

    Crediti per le immagini: ESA / MPS / UPD / LAM / IAA / RSSD / INTA / UPM / DASP / IDA; Video realizzato da Daniel Machacek

    Il filmato è stato realizzato combinando le immagini scattate dalla camera di bordo durante la manovra di avvicinamento del 10 luglio 2010 che ha portato Rosetta a una distanza minima di 3170 Km dall’asteroide della fascia principale Lutetia. L’incontro è stato storico: l’asteroide di 130 Km di lunghezza era a quel tempo il più grande mai incontrato da una sonda spaziale. In questa occasione, Rosetta è passata a fianco all’asteroide ad una velocità di 54000 km/h. Le fotocamere e gli altri strumenti hanno cominciato a funzionare da alcuni giorni prima dell’evento ed hanno continuato a raccogliere dati successivamente. Le immagini che compongono il filmato sono state realizzate rivolgendo per l’occasione le camere di bordo sempre nella direzione dell’asteroide, successivamente calibrate e riorientate e infine sapientemente rimontate in questa magnifica animazione dall’autore Daniel Machacek.

    Protagonista del filmato, Lutetia, seconda tappa intermedia del viaggio di Rosetta dopo Steins, l’asteroide a forma di diamante che la sonda ha sorvolato nel 2008. La scelta di Lutetia non è casuale. Lutetia è rimasto un oggetto misterioso per parecchi anni: prima di Rosetta, i telescopi terrestri avevano fornito immagini molto confuse dell’asteroide e la sua classificazione era incerta. Per certi versi assomigliava ad un asteroide di tipo C, un oggetto primitivo, residuo della formazione del Sistema Solare. Per altri versi, Lutetia poteva assomigliare ad un asteroide di tipo M, direttamente paragonabile ai meteoriti metallici, che in genere sembrano provenire dalla frammentazione dei nuclei di oggetti più grandi. Il vero mistero, che ha spinto i ricercatori a scegliere Lutetia come secondo obiettivo della sonda sono la sua origine e la sua storia.

    Un'immagine ad alta risoluzione e a colori di Lutetia, ottenuta da tre immagini prese dalla sonda Rosetta nel passaggio del 10 luglio 2010. ESA 2010 MPS for OSIRIS Team MPS / UPD / LAM / IAA / RSSD / INTA / UPM / DASP / IDA / color composite by Ted Stryk

    I dati raccolti da Rosetta sono stati essenziali per tracciare un ritratto di Lutetia e poter formulare delle ipotesi sulla sua evoluzione. L’immagine globale è quella di un asteroide irregolare di 130 Km per 100 km, quindi più grande di quanto ipotizzato da terra, con uno spesso strato di polvere uniforme che ricopre una superficie che presenta una distribuzione irregolare di crateri. Infatti, se  lo spettrometro VIRTIS dell’INAF ha rilevato una composizione univoca della superficie, le immagini della camera OSIRIS ne hanno mostrato una morfologia non uniforme. Alcune aree dell’asteroide sono coperte di crateri e dunque antiche fino a 3,6 miliardi di anni, altre zone sembrano invece molto più giovani, in termini astronomici, circa 50–80 millioni di anni, e sembrano essere frutto di smottamenti probabilmente provocati dagli impatti.  L’ipotesi più plausibile è quella che  Lutetia sia un oggetto molto antico, un piccolo mondo in formazione che potrebbe aver inizialmente assunto una forma rotonda, poi modificata nella forma schiacciata e irregolare attuale a causa degli urti subiti nella sua vita movimentata.

    Ma questo mistero di Lutetia è solo l’inizio dell’avventura dello studio di Rosetta sulla formazione del sistema solare. La prossima tappa è prevista per il 2014, quando la sonda arriverà alla cometa Churyumov-Gerasimenko e la accompagnerà per mesi come un fedele servitore, nel suo viaggio verso il sole.

    Per saperne di più: il  webcast live del flyby trasmesso dall’ESA

    La rubrica “Immagini dal Sistema Solareè a cura della Southern Europe Regional Planetary Imaging Facility(SRPIF), la Fototeca NASA ospitata presso lo IAPS di Roma con la collaborazione dello Space Photography Laboratory(SPL), la Fototeca dell’Università dell’Arizona.

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