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19 Febbraio 2018
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    Nelle immagini scattate dal rover Curiosity dalla superficie di Marte, il balletto delle due lune del pianeta rosso. Uno spettacolo alieno destinato a divenire familiare.

    Non importa se poeti, studiosi, innamorati, navigatori o semplici amanti del cielo. Lo facciamo tutti. Siamo tutti abituati ad alzare lo sguardo sul cielo notturno in cerca del disco pallido e familiare della nostra sorella Luna. E come noi tutti, lo faranno sicuramente anche i primi uomini che nei prossimi decenni poseranno il piede sul suolo di Marte, magari in cerca di conforto o di ispirazione. Il cielo che si aprirà sopra le loro teste sarà uno spettacolo contemporaneamente familiare e alieno, in cui una coppia di Lune bitorzolute sorge e tramonta ogni notte, in un balletto complesso e difficile da immaginare. Per avere un’idea di questo spettacolo, ci viene in aiuto il prezioso rover Curiosity, che quando non è intento a percorrere chilometri, scavare rocce, misurare o effettuare test, si concede dei rari momenti di riposo, osservando e fotografando lo spettacolo naturale sopra la sua testa (meccanica).

    Il filmato qui sopra, ultimo esempio di questi fruttuosi momenti di riposo, è un montaggio di quello che ha visto la Mastcam del rover guardando verso l’alto, nella notte del 1 agosto, 351esimo giorno di missione, inquadrando il balletto delle due lune marziane che sorgono e corrono lungo i loro percorsi a velocità diverse. Il filmato è stato realizzato rimontando a velocità accelerata, in una sequenza di pochi secondi, le 41 immagini raccolte in circa un minuto di riprese della luna Phobos, la più grande, che raggiunge e occulta la piccola Deimos.

    Le dimensioni apparenti in cielo della nostra Luna e delle due lune di Marte, Phobos e Deimos. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Malin Space Science Systems/Texas A&M Univ.

    Le immagini ad alta risoluzione danno un’idea di come la bitorzoluta Phobos apparirebbe, con il dettaglio dei suoi crateri, a un osservatore abituato a scrutare nel cielo terrestre la nostra Luna. Avendo un’orbita molto ravvicinata al pianeta Marte, Phobos ha una grandezza apparente in cielo di appena la metà del disco lunare, malgrado abbia un diametro di appena un centesimo del nostro satellite naturale (vedi immagine).

    E se l’opportunità di ritrarre contemporaneamente le due lune di Marte in una stessa inquadratura è cosa rara (si contano solo due casi precedenti, catturati da Mars Express nel 2009 e da Sipirt nel 2005 ), ben più usuale può considerarsi lo spettacolo ripreso dallo stesso Curiosity il 28 giugno scorso, 317esimo giorno di missione (filmato in basso). In questa occasione, il rover si è limitato a puntare la sua camera di navigazione verso l’alto appena dopo il tramonto del Sole e a riprendere per circa mezz’ora il sorgere della luna Phobos nel cielo marziano.

    Malgrado la poca nitidezza e l’inquadratura lontana, le 86 immagini scattate hanno permesso alla NASA di realizzare questo filmato accelerato che mostra, per la prima volta, quello che nei prossimi anni diventerà uno spettacolo familiare: il sorgere di una luna su un altro pianeta.

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