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15 Dicembre 2018
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    Solo due secondi per riprendere 200 mila stelle. È lo scatto di prova di TESS, il nuovo cercatore di pianeti della NASA, durante il flyby lunare che lo aiuterà a immettersi nella sua orbita finale.

    In questa illustrazione TESS mentre sorvola la Luna, un passaggio che le ha fornito una spinta gravitazionale per entrare in rotta per la sua orbita operativa finale. Crediti: Goddard Space Flight Center/NASA

    Lanciato dalla stazione di Air Force di Cape Canaveral in Florida il 18 aprile, TESS è il prossimo passo della NASA alla ricerca di pianeti al di fuori del nostro Sistema Solare.

    Il 17 maggio ha effettuato con successo un sorvolo della Luna, che gli ha fornito un assist gravitazionale per avviarsi verso l’ingresso nella sua orbita operativa finale. La sonda è passata a soli 8 mila chilometri dal nostro satellite, e il 30 maggio attiverà i suoi propulsori per l’ultima correzione che la porterà in un’orbita altamente ellittica attorno al sistema Terra-Luna. Da lì, punto di vista unico e privilegiato, avrà a disposizione un campo superiore a quello del suo predecessore Kepler, che le permetterà di monitorare senza interruzione sempre nuove strisce di cielo.

    Si prevede che la sonda inizi la sua prima missione scientifica, della durata di due anni, attorno alla metà di giugno, dopo aver raggiunto l’orbita finale e aver calibrato la sua strumentazione. E i test sullla sua strumentazione sono già iniziati!

    Questa immagine di prova di una delle quattro telecamere a bordo di TESS, mostra uno scorcio del cielo australe lungo il piano della nostra galassia. Crediti: NASA / MIT / TESS

    Il team scientifico ha infatti scattato un’immagine di prova, con una esposizione di due secondi, utilizzando una delle quattro camere a bordo. Quello che ne è uscito è questa straordinaria immagine di più di 200 mila stelle! Centrata nella costellazione del Centauro, nell’angolo in alto a destra vediamo il bordo della Nebulosa Sacco di Carbone (Coalsack), una nebulosa oscura del cielo australe, che si mostra come una grande toppa scura sulla brillante Via Lattea, mentre nel bordo inferiore, a sinistra, vediamo la brillante Beta Centauri. TESS con le sue quattro camere tutte operative, potrà coprire un’area 400 volte più grande di quella visibile in questa ripresa… e altrettante stelle.

    La missione, infatti, osserverà quasi tutto il cielo per monitorare le stelle più vicine e luminose in cerca di transiti – cadute periodiche nella  curva di luminosità di una stella causate da un pianeta che le passa davanti. Ci si aspetta che TESS riesca in questo modo a trovare migliaia di candidati esopianeti tra i quali selezionare i più promettenti che, il prossimo James Webb Space Telescope della NASA, in programma per il lancio nel 2020, potrà seguire e analizzare consentendo agli scienziati di studiare le loro atmosfere.

    Per saperne di più sulla missione leggi anche Pronto a partire TESS il nuovo cercatore di esopianeti della NASA e TESS. Il nuovo cercatore di pianeti in cammino verso la sua orbita di lavoro


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