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20 Agosto 2017
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    Safe mode per Juno durante lo scorso flyby, che avrebbe dovuto essere a strumenti accesi per via del rimandato inserimento in un orbita più stretta. La missione subisce rallentamenti, ma dalla NASA sono pronti a ridisegnarla in base alle esigenze. E i lavori continuano…

    Il 19 ottobre, la sonda americana Juno ha sorvolato Giove per la seconda volta nella sua missione – la terza se si include anche la manovra di inserimento orbitale. Tuttavia, alle 7:47 ora italiana, la sonda è stata colpita da un’anomalia che ha portato il computer di bordo ad eseguire un riavvio forzato ed entrare in modalità di emergenza.

    Gli ingegneri sono riusciti a ristabilire le comunicazioni con la sonda; nel frattempo, però, Juno ha dovuto cancellare la complessa sequenza scientifica che era prevista per il passaggio di ieri.

    «Al momento dell’anomalia, la sonda era a più di 13 ore dal suo incontro ravvicinato con Giove,» spiega Rick Nybakken della NASA. «Eravamo ancora a una discreta distanza dalle regioni più intense nelle fasce di radiazione di Giove. La sonda è in buona saluta e stiamo lavorando per recuperare le sue funzionalità».

    Quella di ieri è stata la seconda anomalia in poco tempo per Juno. Appena qualche giorno fa, infatti, la sonda aveva riscontrato un’anomalia in due valvole di ritegno nel sistema di pressurizzazione ad elio; il guasto, la cui origine non è ancora stata determinata con certezza, aveva costretto gli ingegneri a cancellare la manovra di riduzione del periodo orbitale prevista proprio per ieri e rimandarla fino al prossimo perigiovio, previsto per l’11 dicembre.

    La manovra avrebbe permesso a Juno di portarsi sulla sua prima orbita scientifica, riducendo il periodo orbitale da 53,4 a 14 giorni. Non è ancora chiaro se l’anomalia del 19 provocherà un ulteriore ritardo nell’inizio della campagna scientifica di Juno. Nell’ultimo aggiornamento pubblicato dalla NASA, si legge che «tutti gli strumenti scientifici saranno attivi durante il prossimo perigiovio,» il che lascia intuire che la manovra sia già stata nuovamente rimandata, in quanto tutta la strumentazione scientifica deve essere spenta a ogni accensione del motore.

    Coelum 202 luglio agosto

    Ad alimentare i sospetti, Scott Bolton, a capo della missione, ha riferito che «tutti gli obiettivi scientifici di Juno potranno essere raggiunti anche da un’orbita di 53,4 giorni».  Ciò suggerisce che Juno potrebbe restare nella sua orbita attuale ancora per molto tempo.

    Volete scoprire di più su Juno e Giove?

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