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4 Marzo 2021
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    L’uragano ha investito l’isola di Portorico e, come si temeva, ha danneggiato anche il radiotelescopio più famoso al mondo; le riparazioni richiederanno tempo.

    A sinistra un'immagine del radiotelescopio ripresa prima del passaggio dell'uragano, ripreso a destra da Paolo Nespoli a bordo dellla ISS. Crediti: Xavier Garcia, Bloomberg/Getty - ESA/NASA

    Il 20 settembre, l’uragano Maria (in quel momento classificato come tempesta di categoria 4) ha investito l’isola di Puerto Rico, inondando città, rovesciando ponti, demolendo edifici e abbattendosi con venti superiori a 240 chilometri orari. L’occhio del ciclone è passato a pochi chilometri dalla cittadina costiera di Arecibo e anche, poco più a sud, dalla celebre parabola fissa realizzata in una cavità naturale, una dolina tra le colline boscose. Alcuni danni hanno riguardato anche il radiotelescopio, sebbene se per fortuna la maggior parte della struttura sia rimasta intatta e non ci sono state vittime o feriti nello staff.

    Dopo 36 ore di attesa snervante, infatti, il 22 settembre si è saputo che i violentissimi venti hanno spezzato un’antenna lunga 30 metri, sospesa nel fuoco della parabola e chiaramente visibile nell’immagine sottostante, a destra della cupola sospesa. Una metà e precipitata da circa 150 metri di altezza sul grande piatto parabolico sottostante costituito da pannelli di alluminio, perforandandolo in diversi punti.

    Photograph by Xavier Garcia, Bloomberg/Getty - Credit: NRAO

    Come racconta Frank Drake, ex direttore dell’osservatorio, il ricevitore era stato installato poco dopo l’inaugurazione dell’osservatorio, nel 1966; pesava circa 4,5 tonnellate ed era destinato a ricevere e trasmettere onde radio; è facilmente riconoscibile nell’ immagine qui sopra come la punta che sporge dalla piattaforma sospesa. In passato, era stato usato per individuare le montagne sulla superficie di Venere ed ultimamente ha avuto un ruolo fondamentale per gli studi sulla ionosfera. Ci vorrà parecchio tempo per rimpiazzarlo. Gli addetti dell’osservatorio riferiscono che è stata anche distrutta una parabola più piccola (12 metri di diametro).

    Costruito nel 1963, l’Osservatorio Arecibo è diventato negli anni un’icona culturale, nota sia per le sue ciclopiche dimensioni che per i risultati scientifici prodotti. Per la maggior parte della sua esistenza di 54 anni, Arecibo è stato il più grande radio telescopio al mondo, ma nel 2016 il telescopio cinese FAST (500m di diametro) ha superato Arecibo in dimensioni, anche se non è ancora pienamente operativo. L’osservatorio è stato originariamente progettato per la difesa nazionale durante la guerra fredda, quando gli Stati Uniti volevano usarlo per rilevare satelliti e missili sovietici basandosi su come alterano la ionosfera. In seguito, il telescopio ha contribuito alla ricerca di intelligenza extraterrestre (SETI), inviando anche un celebre messaggio nel 1974. Fondamentali sono stati i programmi di osservazione radar planetaria (Mercurio, Venere e, ultimamente, svariati asteroidi NEO) nonchè le ricerche astrofisiche sulle pulsar e altri oggetti. Negli ultimi anni, il governo USA ha più volte minacciato di volere chiudere l’impianto per motivi economici.

    Riferimenti:
    http://news.nationalgeographic.com/2017/09/arecibo-radio-telescope-damaged-puerto-rico-hurricane-maria-science/


    Addio Cassini. Diario di viaggio di vent’anni di missione a pochi giorni dall’ultimo drammatico tuffo nell’atmosfera di Saturno.

    Coelum Astronomia 214 di settembre 2017 è online, come sempre in formato digitale e gratuito…
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