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4 Marzo 2021
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    Ancora nessuna luna per Venere. Elizabeth Howell del NASA Lunar Science Institute fa il punto della ricerca e spiega perché capire a fondo il mistero delle lune mancanti di Venere potrebbe insegnarci molto, anche sulla formazione del Sistema Solare

    Un’immagine radar di Venere ripresa dalla sonda Magellano. Le sottili lacune nella scansione del secondo pianeta del Sistema solare in ordine di distanza dal Sole, e con un’orbita della durata di 224,7 giorni terrestri, sono state compilate con le storiche immagini della sonda Pioneer. Crediti: NASA / JPL.

    Ci sono decine e decine di satelliti naturali all’interno del Sistema Solare, piccoli mondi senz’aria come nostra Luna o con atmosfere importanti come la sonda Cassini ha scoperto sulla luna di Saturno, Titano. Il gigante Giove può vantare molte lune e tiene testa al pianeta degli anelli. Marte ha un paio di piccoli satelliti simili ad asteroidi. Ma Venere? Il pianeta che per un periodo gli astronomi hanno guardato come a un gemello della Terra quante lune ha?

    “La risposta è ancora la stessa, nessuna”. A fare il punto della situazione è Elizabeth Howell del NASA Lunar Science Institute. “Venere e Mercurio sono gli unici due pianeti a non avere una sola luna che gli ronzi intorno. Ciononostante la questione degli introvabili satelliti venusiani continua a stuzzicare i pensieri degli astronomi nello studio del Sistema Solare”.

    A oggi la scienza ci fornisce tre spiegazioni su come un pianeta possa ritrovarsi una o più lune. Una luna può, per esempio, venire catturata durante il suo transito vicino al pianeta – è quanto pensiamo possa essere successo con Phobos e Deimos, i satelliti marziani. Una seconda spiegazione è quella che mette all’origine un impatto violento di un corpo esterno sulla superficie del pianeta e la successiva fusione dei frammenti estrusi in un satellite – è la teoria maggiormente accreditata per spiegare la formazione della nostra Luna. Una terza via è quella che immagina le lune come prodotto dell’accrescimento della materia all’origine del nostro sistema planetario, un po’ come è successo per i pianeti. Una quarta è l’aggregazione delle polveri che compongono gli anelli di alcuni pianeti, come recentemente ha mostrato Saturno.

    1978. Venere nell’obiettivo della sonda Pioneer. Alcuni pianeti extrasolari potrebbero subire la stessa sorte di questo mondo bruciacchiato. Crediti: NASA / JPL / Caltech.

    Considerando la quantità di oggetti che percorrevano tutto il Sistema Solare all’inizio della sua storia, è alquanto sorprendente per gli astronomi verificare come Venere non abbia una sua luna, sebbene l’asteroide 2002 VE68 attualmente mantenga una relazione quasi orbitale col pianeta (gira attorno a Venere da almeno 7.000 anni ma è destinato a essere espulso da questa configurazione orbitale tra appena 500 anni). Potrebbe però averne avute in un lontano passato?

    Una ricerca del 2006 di Alex Alemi e David Stevenson del California Institute of Technology sui modelli del Sistema Solare primordiale ha ipotizzato che Venere avesse inizialmente almeno una luna creata da un gigantesco evento da impatto (potete leggere il paper qui). Il satellite così originato si sarebbe inizialmente allontanato per via delle interazioni mareali. Un secondo gigantesco impatto su Venere, avventuo 10 milioni di anni più tardi secondo i modelli di riferimento, avrebbe però rallentato se non invertito la rotazione del pianeta portando la luna venusiana a riavvicinarsi e infine a schiantarsi sulla sua superficie.

    Una spiegazione alternativa alla mancanza di satelliti è certo costituita dai forti effetti mareali del vicino Sole, che potrebbero destabilizzare anche grossi satelliti in orbita attorno al pianeta. “Certo è”, afferma Howell, “che capire a fondo il mistero delle lune mancanti di Venere potrebbe insegnarci molto anche sulla formazione del Sistema Solare. La questione resta aperta”.

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