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17 Ottobre 2019
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    L’hanno vista in tanti, tantissimi, dal nord al sud del Paese. E due camere del progetto Prisma, quella di Trieste e quella di Capua, sono riuscite a immortalarla: è la “super stella cadente” che ha solcato i cieli della Penisola alle 20:55:32 del 18 agosto. Se l’avete vista anche voi, gli astronomi attendono la vostra segnalazione

    Le due immagini del bolide riprese dalle stazioni Prisma di Trieste (in alto) e di Capua (in basso). Crediti: Progetto Prisma

    Era una lacrima di San Lorenzo di quelle memorabili, di quelle che un solo desiderio non basta, quella che ha solcato ieri sera i cieli sopra la Romagna e le Marche. Un bolide come raramente capita di vederne. Questa volta, invece, complici l’intensa luminosità, l’orario che più comodo non si potrebbe (attorno alle 21) e il fatto che fosse un sabato estivo, a vederlo sono stati in tantissimi, come si intuisce dalle numerose segnalazioni che stanno fioccando in rete. E c’è anche chi è riuscito a immortalarlo, malgrado fosse molto basso sull’orizzonte. Si tratta di due delle circa cinquanta stazioni della rete del progetto Prisma, la Prima rete per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera: quella di Trieste e quella di Capua, dice a Media Inaf il coordinatore nazionale del progetto Prisma, Daniele Gardiol dell’Inaf di Torino.

    Dove sono ospitate queste stazioni, su quali edifici?

    «Quella di Trieste è collocata presso la sede Inaf di Basovizza del locale Osservatorio astronomico, mentre quella di Capua – entrata in funzione all’inizio di agosto – è situata sull’edificio del Cira, il Centro italiano ricerche aerospaziali, che ha aderito a Prisma di recente. Purtroppo la zona dell’evento non è ancora coperta dalle camere Prisma».

    Siete già in grado di dire se si tratta di una “lacrima di San Lorenzo”, ovvero se è una stella cadente appartenente allo sciame meteorico delle Perseidi?

    «Il gruppo di lavoro su astrometria e traiettorie è al lavoro e il project office di Prisma sta seguendo l’evoluzione. La posizione delle camere che hanno rilevato l’evento non è ottimale per determinare la traiettoria in modo preciso. Secondo le prime stime possiamo dire che la direzione della meteora, orientata da est verso ovest, è compatibile con un’origine dal radiante delle Perseidi».

    Dall’intensità, si può pensare che qualche frammento sia arrivato a terra?

    «Su questo non possiamo ancora essere conclusivi. Sembrerebbe comunque che eventuali frammenti siano destinati a cadere in mare. Per sicurezza, suggeriamo tuttavia agli abitanti della costa adriatica – e in particolare della Romagna e delle Marche – di dare un’occhiata in giardino per vedere se nella notte è comparso un sasso lucido e scuro! Per eventuali segnalazioni si può scrivere a prisma_po@inaf.it, inviando possibilmente una breve descrizione e delle fotografie da diverse angolazioni».

    Ve ne stanno arrivando molte, di segnalazioni?

    «Su questo specifico bolide abbiamo già ricevuto oltre 20 segnalazioni, e altre continuano a giungerci in queste ore, senza contare quelle che provengono da Croazia e Slovenia. Abbiamo da qualche tempo messo a disposizione sul sito internet del progetto Prisma la possibilità di fare segnalazioni visuali mediante una procedura guidata, in collaborazione con l’International Meteor Organization, sul cui sito c’è una pagina dedicata per seguire in tempo reale gli aggiornamenti sull’evento di ieri. Stiamo attualmente vagliando e inserendo tutte le segnalazioni, per cui rimanete sintonizzati!».


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