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24 Marzo 2017
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    Sorvolando il sito d’atterraggio di Schiaparelli in Meridiani Planum, la sonda americana MRO potrebbe essere riuscita ad individuare il cratere generato dall’impatto del modulo contro la superficie.
    Schiaparelli, il sito di impatto su Marte

    il Mars Reconnaissance Orbiter della NASA vede il sito di impatto del lander Schiaparelli. Crediti: NASA

    Le immagini, realizzate dalla fotocamera a bassa risoluzione CTX, rivelano inoltre la presenza di una seconda struttura più chiara, che potrebbe essere il paracadute, largo 12 metri. Le immagini sono state scattate ieri a una risoluzione spaziale di 6 metri.
    La macchia più scura, invece, misura circa 15 per 40 metri e si è probabilmente formata in seguito al violento impatto del modulo. Le prime analisi dei dati di telemetria trasmessi da Schiaparelli a TGO hanno rivelato che i nove propulsori del modulo si sono spenti a 2-4 km di quota, rilasciando Schiaparelli in una drammatica caduta libera. L’impatto sarebbe avvenuto a più di 300 chilometri orari.

    Un dettaglio dell'immagine di MRO che mette in evidenza in due riquadri le riprese effettuate in momenti diversi dell'anno. Si vedono, a destra, evidenziati dalle frecce, i punti di impatto (in alto) e il paracadute (in basso). Crediti: NASA

    Le grandi dimensioni della struttura da impatto potrebbero anche essere dovute a una possibile esplosione del modulo al momento del contatto con il suolo: i suoi serbatoi, infatti, erano ancora quasi del tutto pieni, visto lo spegnimento prematuro del sistema di propulsione.
    Immagini più dettagliate arriveranno la prossima settimana, quando MRO punterà verso il sito di Schiaparelli il suo occhio robotico ad alta risoluzione, HiRISE.
    Le due strutture osservate da MRO si trovano a 353.79 gradi est e 2.07 gradi sud. Il presunto punto di impatto si trova circa 5,4 chilometri a ovest del centro dell’ellisse di 100 per 15 chilometri che era stata selezionata come sito di atterraggio.

    Un'animazione permette di mettere in evidenza le differenze riscontrate sul terreno. Crediti: NASA/ESA

    La natura del guasto che ha interrotto la discesa nominale di Schiaparelli attraverso l’atmosfera marziana, iniziata alle 16:42 del 19 ottobre, rimane sconosciuta, ma la grande quantità di dati ottenuti da TGO, dalla collega Mars Express e dal radiotelescopio GMRT promette di far luce su questo mistero.

    Nel frattempo, il TGO sta operando alla perfezione nella sua nuova orbita a 101 mila per 3691 chilometri. Il periodo orbitale è di circa 4,2 giorni marziani, ovvero leggermente maggiore di quello previsto, ma comunque ben all’interno dei limiti del piano di volo.


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