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7 Dicembre 2019
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    Un Sole così non si era mai visto: sono entusiasti gli scienziati della NASA che hanno rilasciato le prime immagini ottenute dall’Interface Region Imaging Spectrograph. Grazie ad esse sarà possibile studiare con maggiore accuratezza i meccanismi che regolano il trasporto di energia e materia dalle zone più interne a quelle più esterne dell’atmosfera della nostra stella.

    La stessa porzione dell’atmosfera solare ripresa a sinistra dalla sonda SDO e a destra da IRIS. Dal confronto è evidente il netto incremento di dettaglio raggiunto. Crediti: NASA/SDO/IRIS

    Dopo il lancio perfetto, l’immissione in orbita a circa 650 km di quota e qualche giorno per i test e le calibrazioni degli strumenti, la NASA ha rilasciato la prima immagine ufficiale ottenuta dal satellite IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph) dedicato allo studio del Sole e in particolare a una specifica porzione della sua atmosfera, che si trova tra la fotosfera, ovvero la regione visibile del disco solare e la corona, lo strato più esterno dell’atmosfera della nostra stella.

    La qualità delle riprese, come ci si attendeva, è davvero elevatissima. Non ci vuole molto a capirlo, confrontando nell’immagine composita qui sopra lo stesso campo di vista del Sole ripreso dagli strumenti di SDO, un altro osservatorio solare orbitante della NASA, con quello mappato da IRIS. “Questa splendida immagine e le altre che ci stanno arrivando da IRIS ci permetteranno di comprendere come la zona più interna dell’atmosfera solare riesca a fornire l’energia necessaria a tutti quei fenomeni che osserviamo svilupparsi attorno al Sole” ha commentato Adrian Daw, Mission Scientist di IRIS. “Ogni volta che si osserva qualcosa con un livello di dettaglio mai raggiunto prima, si aprono nuove porte alla conoscenza. C’è sempre quell’elemento potenziale di sorpresa”.

    La prima immagine di IRIS, ottenuta lo scorso 17 luglio, mostra la presenza di una gran quantità di strutture sottili e filamentose mai osservate prima, che vengono interpretate come la traccia evidente di notevoli sbalzi di densità e temperatura all’interno questa regione, anche su scale molto piccole, dell’ordine di solo qualche centinaio di chilometri. Le immagini di IRIS rivelano anche un’altra peculiarità, ovvero piccole zone ben delimitate che in breve tempo acquistano luminosità per poi altrettanto velocemente oscurarsi. Attraverso il loro studio gli scienziati potranno capire come l’energia viene trasportata e assorbita in questa zona del Sole.

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