21 Maggio 2012
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    Altre due nuove, piccole lune si aggiungono alla nutrita corte che accompagna nello spazio il gigante del Sistema Solare!

    Le due lune S/2011 J1 S/2011 J2 recentemente scoperte in due immagini riprese dal telescopio Magellan di Las Campanas in Cile (Courtesia Scott S. Sheppard, CIW).

    Secondo le osservazioni effettuate lo scorso settembre al Telescopio Magellan di Las Campanas (Cile), Giove possiede altri due piccoli satelliti di circa 1 chilometro di diametro, collocati a grande distanza dal pianeta e con periodi orbitali di 580 e 726 giorni.

    La scoperta, che porta per il momento a 67 il numero totale di satelliti noti di Giove, è stata resa possibile grazie all’applicazione delle nuove tecnologie osservative adottate per lo studio dei pianeti extrasolari.

    Electronic Telegram No. 3002

    Electronic Telegram No. 3002
    Central Bureau for Astronomical Telegrams
    INTERNATIONAL ASTRONOMICAL UNION
    CBAT Director: Daniel W. E. Green; Hoffman Lab 209; Harvard University; 20 Oxford St.; Cambridge, MA 02138; U.S.A.
    e-mail: cbatiau@eps.harvard.edu (alternate cbat@iau.org)
    URL http://www.cbat.eps.harvard.edu/index.html
    Prepared using the Tamkin Foundation Computer Network

    NEW SATELLITES OF JUPITER: S/2011 J 1 AND S/2011 J 2
    S. S. Sheppard, Department of Terrestrial Magnetism, Carnegie Institution of Washington, reports the discovery of two new satellites of Jupiter on CCD images obtained with the Magellan-Badde 6.5-m telescope at Las Campanas Observatory (discovery observations tabulated below, together with orbital elements by G. V. Williams; full astrometry published on MPEC 2012-B97.

    S/2011 J 1

    2011 UT R.A. (2000) Decl. Mag.
    Sept.27.28038 2 27 24.63 +12 22 48.0 23.7
    27.29965 2 27 24.18 +12 22 45.6
    27.31564 2 27 23.79 +12 22 43.4
    27.37634 2 27 22.42 +12 22 35.3
    27.38603 2 27 22.19 +12 22 33.9
    27.39553 2 27 21.99 +12 22 32.8

    Epoch = 2012 Mar. 14.0 TT
    T = 2012 July 26.44947 TT Peri. = 94.82847
    e = 0.2962952 Node = 298.77934 2000.0
    q = 0.0945558 AU Incl. = 162.82963
    a = 0.1343686 AU P = 0.049 years

    S/2011 J 2

    2011 UT R.A. (2000) Decl. Mag.
    Sept.27.28416 2 24 43.94 +12 16 46.5 23.5
    27.30296 2 24 43.61 +12 16 44.2
    27.31869 2 24 43.33 +12 16 42.2

    Epoch = 2012 Mar. 14.0 TT
    T = 2012 Feb. 17.51383 TT Peri. = 322.19842
    e = 0.3866892 Node = 88.66552 2000.0
    q = 0.0953891 AU Incl. = 151.85138
    a = 0.1555314 AU P = 0.061 years

    NOTE: These ‘Central Bureau Electronic Telegrams’ are sometimes superseded by text appearing later in the printed IAU Circulars.

    (C) Copyright 2012 CBAT
    2012 January 29 (CBET 3002) Daniel W. E. Green

    Le nuove lune fanno parte dello sciame di piccoli satelliti retrogradi, forse un centinaio in tutto, che probabilmente popolano la parte più esterna del sistema di Giove: sono state classificate per il momento con le sigle S/2011 J1 e S/2011 J2, in attesa della conferma da parte della IAU, che procederà all’assegnazione di nomi propri, con ogni probabilità tratti ancora dalla mitologia greca o latina, tra le amanti o i figli del mitico Zeus.

    Almeno così la pensa Scott Sheppard, del Carnegie Instituiton of Science, autore della scoperta al Magellan, che aggiunge: “Ormai la lista dei nomi possibili si va assottigliando, dei e semidei non sono poi così numerosi, molti meno probabilmente dei satelliti di Giove ancora da scoprire, per non dire di quelli in attesa di essere scoperti attorno a Saturno e Nettuno”.

    La scoperta di questi oggetti, apparentemente insignificanti a causa delle piccole dimensioni, è in realtà di grande interesse scientifico: la loro orbita retrograda, insieme con l’inclinazione sul piano generale dell’orbita di Giove e degli altri satelliti, indica che si tratta di oggetti provenienti da altre regioni del Sistema Solare, catturati dalla gravità di Giove, parecchio tempo dopo la formazione del sistema gioviano. La determinazione dei parametri orbitali è quindi di estremo interesse per ricostruire la storia dell’evoluzione del Sistema Solare e della complessa dinamica che la caratterizza.

    Per approfondire:

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