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    Il 27 agosto Juno arriverà nel punto più vicino a Giove a conclusione della sua prima orbita scientifica, dopo il primo avvicinamento del 4 luglio, ma questa volta con tutti gli strumenti accesi. Il primo vero test per una missione che ci aiuterà a svelare i segreti del gigante gassoso ma anche della formazione del nostro intero Sistema Solare.

    Nell'immagine, Giove visto da Junocam il 23 agosto da 4,4 milioni di chilometri di distanza. Sulla sinistra l'immagine composita a colori in luce visibile, sulla destra quella ripresa in luce infrarossa, sensibile all'abbondanza di metano nell'atmosfera Gioviana (le parti più chiare sono quelle più alte nell'atmosfera, che subiscono di meno l'assorbimento di radiazione da parte del metano, come la Grande Macchia Rossa). Credits: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

    La sonda americana Juno sta per tornare nelle immediate vicinanze di Giove. Alle 14:51 ora italiana di domani, la sonda si calerà fino a 4200 chilometri dalla sommità delle nubi gioviane, raggiungendo così il secondo perigiovio della sua missione, dopo quello della manovra di inserimento orbitale del 5 luglio. Stavolta, però, gli otto strumenti scientifici a bordo di Juno — più la fotocamera Junocam — saranno del tutto operativi, e potranno così raccogliere i loro primi dati in prossimità del gigante gassoso.

    Doppiando il perigiovio della sua orbita, Juno viaggerà a una velocità relativa rispetto a Giove pari a 208 mila chilometri orari. Il piano di volo prevede oltre 35 perigiovi; quello di domani, tuttavia, sarà il più ravvicinato.

    «Sarà la prima volta che saremo così vicini a Giove da quando siamo entrati in orbita il 4 luglio,» spiega Scott Bolton, a capo della missione. «In quell’occasione, tutti i nostri strumenti erano spenti per assicurare che il motore rallentasse Juno in un’orbita attorno a Giove. Da allora, abbiamo analizzato la sonda da cima a fondo più volte. Abbiamo ancora degli ultimi test da completare, ma siamo fiduciosi che tutto stia lavorando alla perfezione; per questo prossimo flyby, dunque, gli occhi e le orecchie di Juno saranno tutti aperti».

    Il flyby consentirà agli scienziati di avere un assaggio delle indagini scientifiche che Juno svolgerà una volta inaugurata la sua campagna scientifica vera e propria. Juno si porterà sulla sua prima orbita scientifica il 19 ottobre, in seguito a una manovra di riduzione del periodo orbitale.

    «Questa sarà la nostra prima opportunità per dare un’occhiata davvero ravvicinata al re del sistema solare e iniziare a capire come funzioni,» prosegue Bolton.
    L’orbita attuale di Juno è molto ellittica, con un periodo di 53,5 giorni, un apogiovio di 8 029 000 chilometri e un’inclinazione di 89,8 gradi.

    «Nessun’altra sonda ha mai orbitato intorno a Giove a distanze così ravvicinate, o sorvolato i poli,» spiega Steve Levin della NASA. «Questa sarà la nostra prima opportunità ed è inevitabile che troveremo delle sorprese. Avremo bisogno di un po’ di tempo per accertarci della validità delle nostre conclusioni.»

    Risorse online

    Leggi anche Missione Juno. Nuovo incontro ravvicinato con Giove in vista su Coelum 203 di settembre.

    Coelum 202 luglio agosto

    A questo link potete trovare tutte le immagini raw che verranno rilasciate durante la missione

    Il sito della missione

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    Non perdetevi il nostro ampio speciale (con interviste agli scienziati della missione) su Coelum Astronomia.

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