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20 Novembre 2019
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    L’ottavo giorno lunare della missione Chang’e-4 si è rilevato particolarmente interessante per il piccolo Yutu-2: il rover sembra essersi imbattuto in una sostanza insolita, dall’aspetto “gelatinoso” nascosta all’interno di un cratere.

    Yutu e le sue tracce lasciate sul suolo lunare. Credit: CNSA

    Da sempre il lato lontano della Luna ha affascinato la scienza e la fantasia popolare. Oltre alle foto dall’orbita, la Cina è diventato il primo stato ad aver allunato un lander e un rover su quei territori così vicini a noi ma ancora inesplorati. Sicuramente c’erano e ci sono molte aspettative sulle scoperte che questa missione può produrre ma forse nessuno si sarebbe potuto aspettare un ritrovamento apparentemente tanto insolito.

    Durante l’ottavo giorno lunare iniziato il 25 luglio (ogni giorno lunare dura due settimane terrestri, seguito da due settimane di buio), Yutu-2 si accingeva come di consueto a intraprendere le sue attività astronomiche, a misurare le radiazioni e a osservare i dintorni. Coordinato dal centro di controllo terrestre, il rover aveva iniziato ad attraversare un’area disseminata di crateri.

    Credit: CNSA

    Il 28 luglio, il team Chang’e-4 si stava preparando a ordinare a Yutu-2 il solito “pisolino” di mezzogiorno, per proteggere il rover dalle alte temperature e dalle radiazioni del Sole alto nel cielo, quando un membro del team che controllava le immagini della fotocamera principale si accorse che un piccolo cratere sembrava contenere qualcosa di strano: un materiale con un colore e una lucentezza diversa rispetto alla superficie lunare circostante.

    Il cratere in cui sarebbe stata avvistata l'anomalia.

    Così, radunati gli scienziati, gli ingegneri decisero di posticipare la pausa e ordinare a Yutu-2 di proseguire verso quel cratere per tutte le analisi del caso.

    Il rover ha esaminato quindi sia il terreno anomalo che quello circostante con il suo Visible and Near-Infrared Spectrometer (VNIS) ma per ora gli scienziati cinesi non si sono pronunciati e si sono limitati a definire la strana sostanza “gelatinosa” e dal “colore insolito”.

    Apollo 17 - Crediti: Apollo 17 Crew/NASA

    Una possibile spiegazione, suggerita da ricercatori esterni alla missione, è che il materiale sia vetro fuso creato dai meteoriti che colpiscono la superficie della Luna. D’altra parte terreni colorati sul nostro satellite li abbiamo già visti. L’astronauta e geologo dell’Apollo 17 Harrison Schmitt scoprì un colore arancione vicino al luogo di atterraggio nel 1972 che, si stabilì, essere stato creato da un’eruzione vulcanica esplosiva 3,64 miliardi di anni fa.

    Ma il mistero della “gelatina lunare” sul lato lontano della Luna è ancora irrisolto e, ci tengo a precisare, finora la notizia non sembra avere alcun riferimento e/o comunicato ufficiale: l’unica fonte, seppur autorevole, anche per i media cinesi, è l’articolo pubblicato su space.com. Vedremo i prossimi aggiornamenti.

    Ora il rover ed il lander sono entrati nel nono giorno lunare: Yutu-2 si è svegliato il 24 agosto alle 00:42 GMT mentre il lander alle 00:10 GMT del giorno successivo. I programmi per il rover sono di continuare a viaggiare verso ovest, di fare un pisolino precauzionale intorno al mezzogiorno locale e si spegnersi per la nona notte lunare intorno al 5 settembre, circa 24 ore prima del tramonto locale.

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    La Cina raggiunge il lato nascosto della Luna su Coelum astronomia 230


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