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21 Luglio 2018
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    L’Unione astronomica internazionale ha ufficialmente assegnato i nomi a una dozzina di morfologie individuate sulla superficie di Caronte, la più grande delle cinque lune di Plutone. I nomi, scelti con spirito internazionale, rendono omaggio allo spirito dell’esplorazione umana, onorando viaggiatori realmente vissuti o di fantasia, esploratori e scienziati, viaggi pionieristici e destinazioni misteriose

    Proiezione della superficie di Caronte (cliccare per ingrandire), la più grande delle cinque lune di Plutone, in cui compare il primo set di nomi ufficiali delle morfologie presenti sulla superficie. Con un diametro di circa 1.215 km, è uno dei più grandi oggetti conosciuti nella fascia di Kuiper, la regione oltre l’orbita di Nettuno nella quale risiedono corpi ghiacciati e rocciosi. Crediti: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute.

    L’Unione astronomica internazionale (Iau), l’autorità riconosciuta a livello internazionale per assegnare i nomi a stelle, pianeti, asteroidi e altri corpi celesti, nonché alle loro caratteristiche morfologiche superficiali, ha recentemente approvato una dozzina di nomi proposti dal team della missione New Horizons della Nasa, che nel 2015 ha condotto la prima ricognizione di Plutone e delle sue lune, tra cui Caronte.

    Un lungo articolo di approfondimento in due parti sulle principali scoperte ottenute dai dati della missione New Horizon, cliccando sull'immagine la seconda parte dell'articolo con link alla prima e ad altre risorse online.

    Caronte è uno dei corpi più grandi nella fascia di Kuiper e presenta una grande varietà di caratteristiche geologiche, tra cui valli, crepacci e una moltitudine di crateri simili a quelli visti sulla maggior parte delle lune. Il team di New Horizons è stato determinante nel definire i nomi delle morfologie presenti sulla superficie di Caronte, attraverso l’approvazione che ha visto partecipi Alan Stern, il leader della missione New Horizons, e i membri del team scientifico Mark Showalter, Ross Beyer, Will Grundy, William McKinnon, Jeff Moore, Cathy Olkin, Paul Schenk e Amanda Zangari. La maggior parte delle idee sono state raccolte dal team durante la campagna Our Pluto on-line nel 2015, tramite la quale persone di tutto il mondo hanno potuto proporre le loro idee e contribuire a nominare le diverse morfologie di Caronte.

    Molti dei nomi assegnati rendono omaggio allo spirito dell’esplorazione umana, onorando viaggiatori, esploratori e scienziati, viaggi pionieristici e destinazioni misteriose. Rita Schulz, presidente del gruppo di lavoro dell’Iau per la nomenclatura dei sistemi planetari, ha così commentato la scelta dei nomi assegnati: «Sono lieta che le caratteristiche di Caronte siano state nominate con spirito internazionale».

    Ecco i nomi assegnati alle diverse morfologie di Caronte:

    • Argo Chasma: prende il nome dalla nave Argo che conduce gli Argonauti, sotto la guida di Giasone, nelle ostili terre della Colchide, alla riconquista del vello d’oro.
    • Butler Mons: in onore di Octavia E. Butler, la prima scrittrice di fantascienza a vincere una borsa di studio MacArthur, la cui trilogia della xenogenesi descrive la partenza dell’umanità dalla Terra e il successivo ritorno.
    • Caleuche Chasma: prende il nome dalla mitologica nave fantasma che percorre i mari intorno alla piccola isola di Chiloé, al largo delle coste del Cile. Secondo la leggenda, il Caleuche esplora le coste raccogliendo i morti, che poi rimangono a bordo della nave per sempre.
    • Clarke Montes: in onore di Sir Arthur C. Clarke, autore di fantascienza e inventore britannico, i cui romanzi e racconti (tra cui 2001: Odissea nello spazio) sono rappresentazioni fantastiche dell’esplorazione dello spazio.
    • Dorothy Crater: in onore della protagonista della serie di romanzi per bambini di L. Frank Baum, Dorothy Gale, che si è avventurata nel magico mondo di Oz.
    • Kubrick Mons: in onore del regista Stanley Kubrick, il cui iconico 2001: Odissea nello spazioracconta la storia dell’evoluzione dell’umanità, dai primi ominidi che usavano rudimentali strumenti agli esploratori dello spazio.
    • Mandjet Chasma: prende il nome da una delle barche della mitologia egiziana che trasportava Ra, il dio del sole, attraverso il cielo ogni giorno, rendendola di fatto uno dei primi esempi mitologici di nave spaziale.
    • Nasreddin Crater: chiamato così in onore del protagonista di migliaia di racconti popolari umoristici raccontati in tutto il Medio Oriente, Europa meridionale e parti dell’Asia.
    • Nemo Crater: prende il nome dal capitano del Nautilus, il sottomarino dei romanzi di Jules Verne Ventimila Leghe sotto i mari (1870) e L’isola misteriosa (1874).
    • Pirx Crater: prende il nome dal personaggio principale di una serie di racconti di Stanislaw Lem, (scrittore polacco che coniugò il genere della fantascienza con il romanzo filosofico) che viaggia tra la Terra, la Luna e Marte.
    • Revati Crater: prende il nome dal personaggio principale del racconto epico indù Mahabharata, considerato il primo racconto nella storia (circa 400 a.C.) ad includere il concetto di viaggio nel tempo.
    • Sadko Crater: in onore dell’avventuriero che ha viaggiato fino in fondo al mare nell’epica medievale russa Bylina.

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