AGGIORNAMENTO POLICY GENERALE D'USO
Abbiamo aggiornato la policy d'uso del sito e dei servizi di Coelum Astronomia in seguito alla nuova normativa UE 2016/679 (GDPR).
Ti chiediamo pertanto di leggere i nuovi termini e condizioni e di accordare o negare il tuo consenso.
Per continuare ad utilizzare Coelum Astronomia, è necessario accettare la policy.

ATTENZIONE! Se scegli di cancellare il tuo account, l'operazione sarà eseguita entro 10 giorni lavorativi. L'operazione è IRREVERSIBILE. Per maggiori informazioni, contattaci a segreteria@coelum.com
CONFERMA
Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Ok
 
30 Novembre 2020
Ci sono 349 utenti collegati
Seguici su Twitter!
smarttotem ultimate digital signage
Tecnosky - Prodotti per Astronomia
Iscrivi alla Newsletter di Coelum Astronomia
  • Commenti Recenti

  • Parole dal Sito

  • Seguici anche su Facebook!

  • Active Members

    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
    Avatar membro
     
  • Online Users

    Al momento non ci sono utenti online
  • Letto 10.670 volte
    Nessun commento
    Commenta
    Un meteorite di origine marziana, risalente a miliardi di anni fa, rivela i dettagli di antichi eventi avvenuti sul Pianeta rosso. Alcuni minerali della crosta marziana presenti nel meteorite sono ossidati, suggerendo la presenza di acqua durante l’impatto da cui è stato creato il meteorite stesso. La scoperta aiuta a colmare alcune lacune nella conoscenza del ruolo dell’acqua nella formazione dei pianeti. Tutti i dettagli su Science Advances

    Black Beauty. Il meteorite marziano Nwa 7533 vale più del suo peso in oro. Crediti: Nasa / Luc Labenne

    Tra le tante domande che si pone la planetologia, ce n’è una che riguarda l’origine dell’acqua sulla Terra, su Marte e su altri grandi corpi del Sistema solare, come la Luna. Esiste un’ipotesi secondo la quale l’acqua proviene da asteroidicomete. Ma alcuni ricercatori non la pensano così: secondo loro, l’acqua potrebbe essere solo una delle tante sostanze che si sono venute a trovare sui pianeti, naturalmente, durante la loro formazione. E una nuova analisi di un antico meteorite marziano supporta questa seconda ipotesi.

    Black Beauty è in realtà il nome associato al meteoroide da cui i due frammenti, NWA 7034 e 7533, provengono, qui sopra le dimensioni dell'altro Black Beauty, NWA 7034, che pesa all'incirca 320 grammi. Crediti: NASA

    Diversi anni fa, nel deserto del Sahara furono scoperti un paio di meteoriti molto scuri. Vennero soprannominati Nwa 7034Nwa 7533, dove Nwa sta per “Africa nord-occidentale” e il numero è l’ordine in cui i meteoriti sono stati ufficialmente approvati dalla Meteoritical Society, un’organizzazione internazionale di scienza planetaria. Una recente analisi – pubblicata su Science Advances la scorsa settimana – ha mostrato che questi meteoriti sono nuovi tipi di meteoriti marziani, costituiti da miscele di diversi frammenti di roccia.

    I primi frammenti si sono formati su Marte 4,4 miliardi di anni fa, rendendoli i meteoriti marziani più antichi a oggi conosciuti. Rocce come questa sono rare e possono valere fino a 8500 euro al grammo. Recentemente, sono stati acquistati 50 grammi di Nwa 7533 dal team internazionale con cui stava lavorando Takashi Mikouchi dell’Università di Tokyo, coautore dello studio.

    «Studio i minerali nei meteoriti marziani per capire come si è formato Marte e come si sono evoluti la sua crosta e il suo mantello. È la prima volta che indago su questo particolare meteorite, soprannominato Black Beauty per il suo colore scuro», riferisce Mikouchi. «I nostri campioni di Nwa 7533 sono stati sottoposti a quattro diversi tipi di analisi spettroscopiche, metodi per rilevare le impronte chimiche. I risultati hanno portato il nostro team a trarre alcune conclusioni entusiasmanti».

    È ben noto agli scienziati planetari che su Marte l’acqua sia stata presente per almeno 3,7 miliardi di anni. Ma dalla composizione minerale del meteorite, Mikouchi e il suo team hanno dedotto che è probabile che l’acqua fosse presente molto prima, circa 4,4 miliardi di anni fa.

    «Le rocce ignee, o roccia frammentata, nel meteorite sono formate dal magma e sono comunemente generate da impatti e ossidazione», spiega Mikouchi. «Questa ossidazione potrebbe essersi verificata nel caso in cui fosse stata presente acqua sulla crosta marziana – o all’interno di essa – 4,4 miliardi di anni fa, durante un impatto che ha sciolto parte della crosta. La nostra analisi suggerisce anche che un tale impatto avrebbe rilasciato molto idrogeno, che avrebbe contribuito al riscaldamento planetario in un momento in cui Marte aveva già una spessa atmosfera isolante di anidride carbonica».

    Se l’acqua su Marte era presente prima di quanto si sia sempre pensato, allora forse potrebbe essere un sottoprodotto naturale di qualche processo avvenuto all’inizio della formazione del pianeta. Questa scoperta potrebbe aiutare i ricercatori a rispondere alla domanda da cui siamo partiti, sulla provenienza dell’acqua, che a sua volta potrebbe influire sulle teorie sulle origini della vita e sull’esplorazione della vita oltre la Terra.

    Per saperne di più:

    • Leggi su Science Advances l’articolo “Early oxidation of the martian crust triggered by impacts” di Zhengbin Deng, Frédéric Moynier, Johan Villeneuve, Ninna K. Jensen, Deze Liu, Pierre Cartigny, Takashi Mikouchi, Julien Siebert, Arnaud Agranier, Marc Chaussidon e Martin Bizzarro

    SOLE tra ordine e caos
    È iniziato il 25° ciclo solare

    Coelum Astronomia di Novembre 2020
    è online, come sempre in formato multimediale digitale, scaricabile e stampabile in pdf e totalmente gratuito.

    Lascia la tua mail, se vuoi rimanere informato sulle prossime uscite o clicca sulla X e leggi!

    Scrivi un Commento

    Devi aver fatto il login per inviare un commento