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    DAL SITO OSSERVATIVO SUL MONTE ETNA Nella notte tra il 25 e il 26 maggio scorsi la camera di rivelazione del telescopio Astri, prototipo sviluppato per il futuro osservatorio per raggi gamma Cta (Cherenkov Telescope Array), ha catturato i suoi primi lampi di luce Cherenkov. Giovanni Pareschi (Inaf): «Questa è una tappa fondamentale raggiunta dal team Astri e un grande passo in avanti nella fase di pre-produzione di Astri e Cta»

    Uno degli eventi prodotti da sorgenti celesti e registrati in luce Cherenkov dalla camera di rivelazione del telescopio Astri

    Nella notte tra il 25 e il 26 maggio scorsi la camera di rivelazione del telescopio Astri, prototipo sviluppato per il futuro osservatorio per raggi gamma CTA (Cherenkov telescope array), ha catturato i suoi primi lampi di luce Cherenkov. La luce Cherenkov, nell’ ultravioletto e nel visibile, è generata da sciami di particelle cariche dovuti a raggi cosmici e raggi gamma quando interagiscono con l’atmosfera.  L’esperimento è stato effettuato nel sito astronomico di Serra la Nave, sull’Etna (gestito dall’Inaf di Catania) dove è installato il telescopio.

    Il telescopio prototipale del progetto Astri, con diametro di 4 metri (che lo rende attualmente il più grande telescopio a specchi nella banda del visibile sul suolo italiano), si trova nella stazione osservativa dell’INAF Osservatorio Astrofisico di Catania, a Serra La Nave, sull’Etna, dov’è stato installato nel 2014

    Questa prima luce della camera arriva pochi mesi dopo la validazione ottica del prototipo Astri ottenuta nel novembre 2016, quando è stata pienamente dimostrata la validità di questo telescopio astronomico di nuova concezione, basato sulla configurazione a doppio specchio di Schwarzschild- Couder.

    Nonostante la camera non fosse stata configurata in modo definitivo, il team di Astri è riuscito a catturare i primi segnali in luce Cherenkov e a produrre immagini degli sciami prodotti nell’atmosfera da raggi cosmici e raggi gamma. Le informazioni raccolte permetteranno agli scienziati di ricostruire la direzione dei fotoni da raggi gamma di altissima energia emessi dalle sorgenti celesti.

    La fotocamera è basta su nuovi sensori al silicio di tipo SiPM e dispositivi elettronici di front-end di ultima generazione, tra cui l’ASIC CITIROC sviluppato dalla ditta francese Weeroc in collaborazione con INAF. La fotocamera è stata specificamente studiata e progettata per adattarsi al telescopio a doppio specchio Astri coprendo un ampio campo di vista, pari a circa 100 gradi quadrati, ovvero circa 400 volte la superficie apparente della Luna piena.

    «Il risultato ottenuto da queste immagini è in linea con le aspettative di performance che avevamo stabilito in laboratorio, e conferma la funzionalità della fotocamera del telescopio Astri», dice  Osvaldo Catalano, dell’Inaf di Palermo, a capo del programma di sviluppo della fotocamera di Astri.

    «Questa è una tappa fondamentale raggiunta dal team Astri e un grande passo in avanti nella fase di pre-produzione di Astri e CTA» aggiunge Giovanni Pareschi, astronomo dell’Inaf di Milano e principal investigator del progetto Astri.

    «È una grande soddisfazione questo nuovo risultato del telescopio ASTRI, che pone una robusta base al processo di costruzione di Cta, a cui partecipa fattivamente anche Infn non solo nel progetto Astri ma contribuendo anche alla realizzazione di altri telescopi» commenta il responsabile nazionale di Cta per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Nicola Giglietto, professore al Politecnico di Bari.

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