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20 Giugno 2019
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    Non è Sagittarius A*, l’ombra che vediamo è quella del buco nero supermassicio al centro di Messier 87. Una immagine radio comunque storica che conferma finalmente in modo diretto l’esistenza dei buchi neri, proprio così come le teorie li descrivono… (e Albert aveva ragione!).


    D’accordo… non è Sagittarius A* ma è comunque la prima immagine diretta dell’ombra di un buco nero!

    Messier 87 e il getto di plasma emesso dal buco nero supermassiccio al suo centro Crediti: NASA, ESA and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA); Acknowledgment: P. Cote (Herzberg Institute of Astrophysics) and E. Baltz (Stanford University)

    È il buco nero supermassiccio al centro di Messier 87, una bella galassia nella costellazione della Vergine a 55 milioni di anni luce da noi. Sei le conferenze stampa in tutto il mondo che stanno annunciando lo storico risultato ottenuto solo grazie alla collaborazione di oltre 200 ricercatori, di diverse agenzie tra cui anche ricercatori INFN e INAF, che lavorano in modo coordinato alla rete di radiotelescopi, dislocati in diverse aree del globo terrestre: Europa, Stati Uniti e Hawaii, America Centrale e del Sud, Africa e Asia:

    ALMA (Atacama Large Millimeter/Submillimeter Array in Cile, Chajnantur Plateau),
    APEX (Atacama Pathfinder Experiment in Cile, Chajnantur Plateau),
    IRAM 30m (Institute de RadioAstonomie Millimtrique, Pico Veleta in Spagna),
    LMT (Large Millimeter Telescope in Messico),
    SMT (Submillimeter Telescope in Arizona, USA),
    JCMT (James Clerk Maxwell Telescope alle Hawaii, USA),
    SMA
    (SubMillimeter Array alle Hawaii, USA),
    SPT (South Pole Telescope al Polo Sud).

    Osservazioni coordinate a quelle dei radio telescopi (effettuate negli stessi momenti) sono state effettuate nella banda dei raggi X e gamma.

    I risultati sono stati descritti in sei articoli scientifici pubblicati su The Astrophysical Journal Letters. Dal comunicato stampa INFN:

    «Questo straordinario risultato – spiega Mariafelicia De Laurentis, ricercatrice dell’INFN e professore di astrofisica all’Università Federico II di Napoli, che come membro della collaborazione EHT ha coordinato il gruppo di analisi teorica dell’esperimento – non solo ci regala la prima immagine di un buco nero, ma ci fornisce anche una prova diretta della presenza di buchi neri supermassicci al centro delle galassie e del motore centrale dei nuclei galattici attivi».

    «Queste osservazioni – prosegue la ricercatrice dell’INFN – vengono ora a costituire un nuovo strumento di indagine per esplorare la gravità nel suo limite estremo e su una scala di massa che finora non era stata accessibile».

    «Dal punto di vista concettuale, il risultato rappresenterà uno strumento formidabile per studiare, confermare o escludere le varie teorie relativistiche della gravitazione formulate a partire dalla Relatività Generale di Albert Einstein», conclude De Laurentis.

    E Sagittarius A*? Ancora non è pronta… servirà probabilmente un altro anno di analisi ed elaborazioni, i risultati sulle immagini di M 87 erano così promettenti che si è preferito concentrarsi su quelli. Non dimentichiamo che ci troviamo in una posizione “scomoda” per osservare il centro della nostra galassia, e paradossalmente è più facile osservare più lontano. Non solo, visto così “da vicino” non sta mai fermo… difficile quindi metterlo “a fuoco”, ma abbiamo fiducia e restiamo in attesa.

    Del progetto e dei risultati attesi ne abbiamo già parlato nelle news che trovate di seguito e molto altro vi aspetta nei prossimi giorni e nel prossimo numero di Coelum Astronomia.

    A prestissimo!
    All’orizzonte degli eventi di Sgr A*. Tutti i canali per seguire la diretta.

    Ma come si fa a fotografare un buco nero? Riepiloghiamo velocemente il processo (che ricordiamo ha richiesto più di due anni di elaborazioni…) in attesa della conferenza stampa alle 15 di oggi, che finalmente ci svelerà se… la foto è riuscita e quali sono i risultati ottenuti. Tutti canali per seguirla!

    Tutta la potenza delle stelle vista dal centro della Via Lattea

    In attesa dei risultati dell’EHT, annunciati per il 10 aprile, una nuova simulazione ci porta al centro della Via Lattea, idealmente seduti sull’orizzonte degli eventi di Sagittarius A*, ad ammirare lo spettacolo della mostruosa potenza dei venti stellari di stelle giganti che interagiscono con i flussi di gas in caduta verso il buco nero.

    Tutto pronto per la foto del secolo

    ATTESI A BREVE I RISULTATI PRELIMINARI DI EHT Un grande evento attende astronomi, scienziati e curiosi: se tutto andrà bene, dovrebbe diventare presto disponibile la prima “immagine” ad alta risoluzione mai realizzata di un buco nero, o più precisamente della sua “ombra”. Per saperne di più, Media Inaf ha raggiunto Ciriaco Goddi, responsabile scientifico del progetto BlackHoleCam, che ci svela il ”dietro le quinte” dell’esperimento più atteso dell’anno.

    Apex guarda nel cuore dell’oscurità

    L’aggiunta di Apex all’Event Horizon Telescope rivela nuovi dettagli nella struttura asimmetrica e non puntiforme della sorgente Sgr A * al centro della Via Lattea. Il miglioramento della risoluzione angolare conseguito grazie ad Apex rivela ora dettagli dell’ordine di 36 milioni di km: dimensioni che sono solo 3 volte più grandi dell’ipotetica dimensione del buco nero (3 raggi di Schwarzschild). Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal.

    Mission impossible per l’Event Horizon Telescope

    UNO SGUARDO NELL’OMBRA DI SAGITTARIUS A* È tutto pronto per scattare la foto del secolo. Un insieme di otto osservatori simulerà un radiotelescopio delle dimensioni della Terra allo scopo di intravedere il moto del gas incandescente che circonda il buco nero supermassiccio della Via Lattea. Quali le sfide e le attese? Ne parliamo con Heino Falcke, presidente del consiglio scientifico dell’Eht, e Ciriaco Goddi, responsabile scientifico del progetto BlackHoleCam.

    I Segreti della Via Lattea
    Il nuovo volto e il destino della nostra galassia svelati da Gaia!

    Coelum Astronomia di Aprile 2019
    Ora online, come sempre in formato digitale, pdf e gratuito.

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