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23 Gennaio 2020
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    Usando lo strumento Moon Mineralogy Mapper della NASA, un team statunitense trova tracce della presenza di acqua nel cratere lunare Bullialdus. Probabilmente proviene dagli strati più profondi ed è stata portata in superficie dall’impatto. Lo studio su Nature Geophysics.

    Il cratere lunare Bullialdus, luogo della scoperta Crediti: NASA/GSFC/Arizona State University)

    È sempre più interessante e complesso, il quadro della presenza di acqua sulla Luna. Già da qualche anno sappiamo che il nostro satellite non è un sasso arido come si è creduto a lungo, ma che sulla sua superficie, in diversi punti, c’è un sottile strato di acqua creato dall’azione del vento solare. Ora, uno studio guidato da Rachel Klima della Johns Hopkins University dimostra per la prima volta che sotto la superficie lunare si trova acqua magmatica, formatasi nelle profondità del satellite. Lo studio, pubblicato su Nature Geophysics, è basato su dati raccolti dallo spettrografo Moon Mineralogy Mapper (meglio noto come M3), uno strumento di costruzione NASA montato sulla sonda indiana Chandrayaan-1.

    I ricercatori si sono concentrati sulla zona del cratere di impatto Bullialdus, situato a circa 25 gradi di latitudine di distanza dall’equatore e quindi in una zona dove il vento solare non dovrebbe produrre quantità significative di acqua superficiale. “Le rocce sul picco centrale del cratere appartengono a un tipo chiamato norite, che di solito cristallizza quando il magma sale verso l’alto ma resta intrappolato nel sottosuolo anziché eruttare come lava sulla superficie” spiega Klima. “Il cratere Bullialdus non è il solo posto dove si trova questo tipo di roccia, ma il fatto che queste rocce siano esposte, assieme a una presenza generalmente bassa di acqua in quella regione, ci ha permesso di quantificare l’acqua presente all’interno di quelle rocce”.

    Esaminando i dati sul cratere raccolti da M3, i ricercatori hanno scoperto che quelle rocce hanno una concentrazione particolarmente alta di ossidrile, molecola formata da un atomo di ossigeno e uno di idrogeno. Tutto fa pensare che quell’ossidrile sia legato a minerali magmatici portati in superficie dall’impatto che ha provocato il cratere. In passato erano state trovate tracce d’acqua su alcuni campioni di rocce lunari prelevati dalle missioni Apollo, ma la loro origine non era chiara. La scoperta di acqua lunare “nativa”, proveniente dall’interno del satellite, è di fondamentale importanza per lo studio della formazione ed evoluzione della Luna.

    Per saperne di più

    • Leggi R. Klima, J. Cahill, J. Hagerty, D. Lawrence. Remote detection of magmatic water in Bullialdus Crater on the Moon. Nature Geoscience, 2013

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