Qualche giorno fa al radiotelescopio di Arecibo (Portorico) è iniziato un ambizioso programma osservativo. Nel corso dei prossimi anni l'antenna del radiotelescopio più famoso del mondo darà la caccia a tutte le galassie esistenti entro un raggio di 800 milioni di anni luce dalla Via Lattea. Per ragioni tecniche - la parabola è ricavata da una avvallamento naturale - il radiotelescopio non riesce a scrutare tutto il cielo e dunque il progetto riguarderà circa un sesto dell'intera volta celeste. Questo censimento di galassie è il primo di una serie di programmi osservativi resi possibili dai miglioramenti tecnici ai quali il radiotelescopio è stato sottoposto lo scorso anno. In particolare gli astronomi potranno godere dei notevoli benefici offerti da ALFA (Arecibo L-band Feed Array), la nuova apparecchiatura di ripresa in grado di acquisire dati sette volte più rapidamente che in passato. Il progetto è gestito dal NAIC (National Astronomy and Ionosphere Center) della Cornell University, ma vede la partecipazione di 38 astronomi appartenenti a 10 nazioni, tra le quali anche l'Italia. Battezzato ALFALFA (Arecibo Legacy Fast ALFA Survey), il progetto sarà sei volte più dettagliato della precedente survey effettuata in Australia nei primi anni Novanta. La speranza segreta dei ricercatori è quella di riuscire a scovare anche le cosiddette "dark galaxies", galassie prive di stelle e dunque assolutamente invisibili nelle normali riprese. Al radiotelescopio, però, non interessa la presenza o meno di stelle. Il trucco sta tutto nel rilevatore ALFA, che lavora a radiofrequenze intorno a 1420 MHz. A quelle frequenze si colloca l'emissione di una linea spettrale tipica dell'idrogeno atomico neutro e, dunque, se si identifica quella traccia in una zona priva di stelle molto probabilmente si è in presenza di una elusiva dark galaxy. Un rilevatore come quello che ora hanno a disposizione gli astronomi di Arecibo era stato proposto ben 15 anni fa da Riccardo Giovanelli (Cornell University), uno dei responsabili del progetto ALFALFA. C'è voluto un po' di tempo, ma finalmente ora Giovanelli potrà compiere le sue sospirate osservazioni.
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