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L’Arte di Osservare con il Telescopio Prezzo: 19.00
€

L’utilità di questo libro non si ferma alle tecniche di osservazione: la parte finale del libro contiene un ricco elenco, commentato con testi e disegni, di oggetti celesti del cielo profondo, tra i più spettacolari della loro classe di appartenenza.
Dati Autore: Salvatore Albano Edizioni Il Castello Formato 17x24cm, 176 pagine
L’Arte di Osservare con il Telescopio Alta risoluzione nell’osservazione visuale degli oggetti del cielo profondo Disegni a cura di Luciano Spanu, elaborazioni grafiche dell’autore
PREMESSA L’uomo è nato per esplorare l’incognito. Possiamo confermarlo osservando l’enorme interesse del bambino che si manifesta con i suoi interminabili: “perché?”. La prima figura umana da associare allo scienziato, potrebbe essere senz’altro quella di colui che, guardandosi intorno, ha pensato “che cos’è”? Il punto di arrivo della ricerca moderna è una teoria in grado di spiegare i fatti osservati. Una teoria nasce dall’osservazione sistematica della realtà che si può percepire, e di aspetti della natura apparentemente diversi tra loro che possono essere uniti in un quadro logico coerente. Si crea in questo modo un paradigma scientifico, un insieme di metodologie che concorrono alla spiegazione del mondo in cui viviamo. La disattenzione e la mancanza di metodologia non possono essere pertanto annoverate in quello che chiamiamo “processo scientifico”. Uno dei più grandi osservatori del cielo di tutti i tempi, William Herschel, annotava scrupolosamente qualunque cosa entrasse nel campo oculare dei suoi strumenti. In questo modo scoprì il pianeta Urano e intuì la struttura della nostra galassia, ma non solo: osservando numerose coppie di stelle, che credeva di poter utilizzare per la determinazione della parallasse trigonometrica, scoprì che erano in realtà legate dalla mutua attrazione gravitazionale, individuando in tal modo le stelle doppie fisiche. Purtroppo, una grossa percentuale di osservatori del cielo potrebbe essere annoverata tra gli strumentofili, cioè semplici spettatori armati di bei telescopi. Si tende a sfoggiare il proprio strumento quasi a voler dimostrare uno status, senza realmente preoccuparsi di che cosa e come si osserva. “I soldi sono il mezzo e non il fine” recita un detto. Potrei dire la stessa cosa parlando di strumentazione astronomica: il telescopio è il mezzo, non il fine. Spesso si crede (erroneamente) che basti acquistare un telescopio di apertura maggiore per avere un sicuro guadagno. Questo risulterà vero solamente se avremo imparato a sfruttare al meglio gli strumenti di minore diametro. Se non ci atterremo a questa regola, sarà come sperare di suonare uno strumento musicale pregiato senza aver imparato a suonare neppure un flauto dolce! Questo libro si prefigge pertanto lo scopo di colmare questa lacuna d’attenzione, invitando l’osservatore visuale a sfruttare al massimo il proprio strumento, recandosi nei posti giusti, attendendo la serata dall’eccellente trasparenza e dall’ottimo seeing. Le descrizioni degli oggetti celesti trattati nel testo sono state registrate dall’autore utilizzando un telescopio di tipo Newtoniano in montatura Dobson, dotato di buone ottiche da 508 mm di diametro. Ma il lettore non dovrebbe focalizzare la sua attenzione su questo dato, bensì preoccuparsi di vedere fino a quale limite può arrivare il suo strumento di apertura minore e, nel caso osservi con un’apertura più grande, quanti e quali dettagli in più sarà in grado di cogliere.
INTRODUZIONE Vorrei a questo punto introdurre alcune cose. Pensiamo a un atleta che vuole partecipare alle Olimpiadi come centometrista: sarebbe impensabile per chiunque presentarsi essendo privo di allenamento! Un altro aspetto importante sarà la motivazione, che a sua volta sarà guidata dalla curiosità e dalla serietà con la quale si dovrebbe affrontare qualsiasi disciplina. La motivazione (motoris causa), viene rappresentata dalla curiosità di spingere il nostro sguardo verso l’infinito, a cogliere aspetti sempre più sottili e sfumature al limite della visibilità dei nostri strumenti. Tutto questo potrà suonare bello e a tratti poetico ma, (a rischio di sembrare retorico), quando si fa qualcosa, questa cosa dovrebbe perlomeno piacere. Qualcuno tra i lettori potrà giustamente domandarsi: che senso ha dedicarsi all’osservazione visuale dei corpi celesti? In fondo possiamo accedere a tante di quelle immagini (con l’utilizzo di Internet, per esempio), e con tale grado di dettaglio, che l’osservazione diretta all’oculare sembrerebbe superflua. Potrei cominciare citando l’effetto caccia o pesca: potersi procurare il cibo da soli può dare una sensazione di sicurezza. È tutt’altro che facile creare immagini superbe degli oggetti celesti, ma poter cogliere visualmente i minuti dettagli, le delicate sfumature, le sottili variazioni di contrasto, sarà come scalare un monte essendosene guadagnata la vetta, piuttosto che servirsi di un elicottero. Affinare il sistema occhio/cervello potrà risultare utile non soltanto per lo scopo astronomico, ma anche altri aspetti della vita quotidiana potranno essere valorizzati da una maggiore capacità d’attenzione. Impariamo dunque a utilizzare il telescopio come un mezzo, avendo sempre ben in mente il cielo come il fine. Come il buon pittore possiede le sue tecniche e predilige certe combinazioni di colori o certe prospettive di luce, ogni buon osservatore di oggetti celesti ha un suo metodo. C’è chi utilizza medicinali per aiutare la pupilla a dilatarsi il più possibile, (pastiglie a base di mirtilene), chi si la lava gli occhi con acqua borica e chi – come il sottoscritto – preferisce utilizzare una buona base musicale per entrare nel giusto stato d’animo, utile a cogliere l’ultimo barlume di luce astrale. Nel libro verrà trattato anche l’aspetto tecnico degli oggetti celesti descritti. Siamo ben consapevoli infatti che, essendo a conoscenza che quel delicato bagliore, appena distinguibile dal fondo cielo, è una galassia distante centinaia di milioni d’anni luce, quel “delicato bagliore” assumerà un altro aspetto. In fondo il cielo non è piatto, anche se così appare a prima vista, levigato dalle inimmaginabili distanze cosmiche. Conoscere le caratteristiche fisiche di ciò che fa bella mostra di sé nel campo dell’oculare, non dovrebbe apparire come un’inutile orpello.
Prefazione L’astronomia amatoriale è una attività in cui le componenti visive e mentali sono prevalenti. Tra i milioni di appassionati di questa affascinante scienza interdisciplinare è opinione comune che l’osservazione del cielo, eseguita ad occhio nudo o con strumenti ottici, sia un’esperienza molto appagante sia per gli occhi che, soprattutto, per lo spirito. Quasi ogni appassionato osservatore del cielo impara però presto a riconoscere la fondamentale differenza che esiste tra “vedere” e “osservare” un oggetto celeste e raggiunge la consapevolezza che per vedere di più è necessario fare allenamento e sviluppare delle tecniche che devono essere apprese con pazienza e tenacia. Ma mentre alcuni tra gli individui più dotati di capacità di concentrazione e acuità visiva sviluppano autonomamente e in modo istintivo una tecnica efficace che li porta a fare rapidi progressi, una percentuale non trascurabile di appassionati non riesce a progredire e finisce per perdere gradualmente la passione per l’osservazione astronomica. Da qui è nata l’idea di Salvatore Albano di scrivere questo volume, che è il seguito logico del primo libro dedicato in generale all’argomento dell’Osservazione Visuale del Cielo Profondo. In questo nuovo lavoro, l’autore si propone di insegnare agli appassionati di osservazioni astronomiche visuali, siano essi principianti o esperti, le tecniche più efficaci per raggiungere, con il dovuto allenamento, una migliore visione di tutti gli oggetti celesti, con una particolare attenzione per gli oggetti deboli del cielo profondo di cui l’autore è un entusiasta appassionato ed uno dei maggiori esperti italiani. Non vengono trascurati gli aspetti relativi alla messa a punto della strumentazione, e le differenze, spesso molto significative, tra l’osservazione di un oggetto eseguita con varie tipologie di telescopi, filtri e accessori ottici e meccanici. Il testo contiene anche una breve e chiara trattazione della fisiologia dell’occhio umano e dell’importante aspetto della visione notturna, spiegando come raggiungere e mantenere il necessario adattamento.
Salvatore Albano, brillante autodidatta di Astronomia ma anche di fisica e filosofia, oltre che praticante ad alto livello di arti marziali orientali (discipline che hanno contribuito non poco a plasmare la sua particolarissima visione del mondo) e curatore di una rubrica - molto seguita - di osservazioni del Cielo Profondo sulla rivista italiana Coelum Astronomia, descrive le sue esperienze al telescopio con uno stile molto personale e coinvolgente, in cui il lettore può percepire l’entusiasmo per ogni oggetto celeste da lui osservato e descritto “in diretta” (Salvatore registra i suoi commenti al telescopio tramite un tape recorder portatile) come in una affascinante cronaca di viaggio. Le osservazioni di ogni particolare oggetto vengono poi utilizzate dall’autore come spunto per descrivere una tecnica di osservazione che permette all’osservatore di cogliere i dettagli di quella nebulosa o galassia nel modo più utile e soddisfacente.
L’utilità di questo libro non si ferma alle tecniche di osservazione perché la cospicua parte finale del libro contiene un ricco elenco, commentato con testi e disegni, di oggetti celesti del cielo profondo, che vengono suggeriti dall’autore sia come esempi ed “esercizi” a vari livelli di difficoltà, che come spunti per passare molte gradevoli ore al telescopio, soffermandosi e aguzzando la vista e concentrando la mente per cercare di vedere sempre di più e meglio i “soliti” oggetti, che di solito vengono osservati in modo troppo frettoloso. Questi esempi inoltre hanno l’evidente scopo di far raggiungere agli osservatori la piena consapevolezza dei loro mezzi visivi e mentali, per metterli in grado di apprezzare nel migliore dei modi la struggente bellezza dei corpi celesti.
Plinio Camaiti – 2007
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