La sera del 20 giugno 2007, presso il Centro Astronomico di Libbiano Peccioli (PI), codice MPC B33, i soci Bacci Paolo, Biasci Francesco, Piludu Paolo, Rossi Enzo e Rossi Emilio dell'AAAV – Associazione Astrofili Alta Valdera – hanno programmato una seduta osservativa con l'intento di riprendere lo strano oggetto astronomico denominato 6R10DB9, scoperto dalla Catalina Sky Survey (università Arizzona) il 14 settembre 2006.
Inizialmente classificato come asteroide di tipo NEO, in base alle successive osservazioni è stato catalogato come Distant Artificial Satellite.
Questo curioso oggetto, la cui origine è tutt'ora sconosciuta, è stato definito da alcuni astronomi come la nostra “seconda luna”.
Le sue ridotte dimensioni, circa 4 metri, hanno indotto alcuni a pensare che possa trattarsi di pezzo di roccia lunare che a seguito di un impatto meteorico è stato espulso dal nostro satellite.
Sta di fatto che l'oggetto ha un orbita molto particolare, tanto da trovarsi al momento della scoperta a soli 2,2 LD (Distanze Lunari).
Intorno alla metà di giugno l'astro si trovava in condizioni ottimali per essere nuovamente osservato.
Utilizzando il telescopio RC 500mm, F/8, abbinato ad una CCD di 1024x1024 pixel utilizzata a binning 2x2 sono state ottenute immagini con una risoluzione di circa 2,4”/pixel, con un campo inquadrato di circa 20'x20'.
Utilizzando il telescopio RC 500mm, F/8, abbinato ad una CCD di 1024x1024 pixel utilizzata a binning 2x2 sono state ottenute immagini con una risoluzione di circa 2,4”/pixel, con un campo inquadrato di circa 20'x20'.
In considerazione dell'elevato moto proprio dell'oggetto sono state riprese varie serie di immagini da 10 secondi ciascuna, sommate con la tecnica dello stack al fine di individuare l'oggetto.
Le condizioni atmosferiche non erano certo delle migliori, il seeing era pessimo.
Per i soci dell’ AAAV è sta una vera soddisfazione riuscire ad identificare tale oggetto.
Nell'immagine qui sopra si evidenzia nel quadrato l'oggetto 6R10DB9, con il cerchio viene indicato il punto teorico dove secondo le effemeridi si doveva trovare.
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