AGGIORNAMENTO POLICY GENERALE D'USO
Abbiamo aggiornato la policy d'uso del sito e dei servizi di Coelum Astronomia in seguito alla nuova normativa UE 2016/679 (GDPR).
Ti chiediamo pertanto di leggere i nuovi termini e condizioni e di accordare o negare il tuo consenso.
Per continuare ad utilizzare Coelum Astronomia, è necessario accettare la policy.

ATTENZIONE! Se scegli di cancellare il tuo account, l'operazione sarà eseguita entro 10 giorni lavorativi. L'operazione è IRREVERSIBILE. Per maggiori informazioni, contattaci a segreteria@coelum.com
CONFERMA
Questo sito si serve dei cookie per fornire servizi. Utilizzando questo sito acconsenti all'utilizzo dei cookie - Maggiori Informazioni - Ok
 
19 Novembre 2018
Ci sono 251 utenti collegati
Seguici su Twitter!
smarttotem ultimate digital signage
Tecnosky - Prodotti per Astronomia
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (5,00 / 5)
Loading ... Loading ...

Mario Di Sora

Letto 2.471 volte
Un Commento
Commenta
Una sincera e proficua collaborazione tra astronomi, astrofili e vari editori potrebbe essere la soluzione. Ma è possibile ciò nel paese degli individualismi esasperati? Io lo auspico e mi impegnerò per questo obbiettivo.

Ho colto con grande piacere l’invito di COELUM a dare un contributo alla discussione sul ruolo dell’editoria scientifica nell’era di internet. Viene proposta, come spunto, l’analisi della situazione attuale alla luce della crisi economica del settore, della forte concorrenza rappresentata dalla “informazione” in rete e dalla riduzione del numero di lettori causata anche dall’impossibilità di osservare il cielo sempre più degradato.

Mario Di Sora

avvocato penalista e cassazionista, è Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Campo Catino e Presidente dell’Unione Astrofili Italiani. Ha scoperto numerosi pianetini e contribuito a scoprire dei pianeti extra-solari. È stato il primo a interessarsi in Italia alle soluzioni tecnico-legislative dell’inquinamento luminoso elaborando il testo dei primi regolamenti comunali (Firenze e Frosinone) e il primo disegno di legge in tema (1992). È Presidente italiano dell’International Dark-Sky Association e ha collaborato a redigere il testo della L.R. 23/2000 e del Reg. Att. n° 8/2005 del Lazio.

Come Presidente dell’UAI mi trovo in una posizione privilegiata per valutare le varie sfaccettature del problema, anche alla luce del fatto che l’Unione Astrofili Italiani produce una propria Rivista, non venduta in edicola, e che viene stampata per i soli Soci. Ma andiamo per gradi. Purtroppo, come noto, la crisi dell’informazione cartacea è di ordine generale, tanto da attanagliare, da anni, anche importanti quotidiani e riviste di altri  settori.

Vi è poi un dato numerico difficile da superare ed è quello rappresentato dallo scarto tra offerta e domanda. In Italia, solo in campo nazionale, esistono almeno quattro Riviste (Coelum, Le Stelle, Nuovo Orione e UAI Astronomia, quest’ultima con circa 900 copie stampate).

Purtroppo, a fronte di una così grande produzione non è dato riscontrare un pari numero di acquirenti interessati. In altre nazioni come USA, Francia e Germania accade il contrario, nel senso che vi è più equilibrio.

L’imperante crisi economica costringe poi a delle scelte che, necessariamente, sacrificano alcune testate. I lettori meno fidelizzati, o non motivati da una passione più che seria, alla fine si rivolgono al materiale rinvenibile online che, non sempre, è garanzia di qualità.

Mi riferisco ai vari blog dove si parla di tutto ma, spesso, con grande superficialità e piglio autoreferenziale. Da questo punto di vista le Riviste, anche grazie a un referaggio più o meno formale, sono una garanzia.

Del resto l’avvento di Internet ha portato anche a una minor richiesta di “associazionismo reale” in quanto l’astrofilo tende ad approfondire gli argomenti di suo interesse, non sempre però in modo corretto, facendo a meno di confrontarsi dal vivo con altri appassionati più esperti.

Personalmente, anche per un dato generazionale, non potrei mai fare a meno dal maneggiare e consultare una Rivista, come anche un libro. Tuttavia una decisione si impone visto che il numero degli astrofili è – e non solo a mio avviso – in calo.

In ambito UAI si è aperta una riflessione per valutare l’opportunità di mantenere l’attuale assetto della nostra testata.

Una prospettiva onesta e coraggiosa sarebbe quella di trasformare la rivista in un house organ (tipo bollettino) e trasferire i contenuti scientifici su altre testate più diffuse e in grado di raggiungere un più alto numero di utenti.

La difficoltà di osservare il cielo, che negli ultimi anni è aumentata, tranne che in poche zone e a dispetto delle leggi regionali approvate, non credo sia concausa di un ridotto interesse verso l’astronomia. Infatti le persone comuni sembrano avere un grande interesse ad essa, come dimostra il successo delle tante serate osservative e star party che si svolgono in Italia.

Se mai il problema è quello di mantenere vive ed aumentare il numero delle “vocazioni astrofile” di qualità e durature nel tempo.

Di questo passo una riduzione delle pubblicazioni in campo sarà inevitabile. Guidare questo percorso e non subirlo, magari dando luogo a pochi prodotti ma dal maggiore spessore scientifico, è la sfida che ci attende per i prossimi anni.

Una sincera e proficua collaborazione tra astronomi, astrofili e vari editori potrebbe essere la soluzione. Ma è possibile ciò nel paese degli individualismi esasperati?
Io lo auspico e mi impegnerò per questo obbiettivo.

.

Commenta

Un Commento a “Mario Di Sora”

  1. Marco Di Paolo scrive:

    Grande Mario, ho letto il suo libro. Sarebbe utile poter entrare in contatto con lei.

Scrivi un Commento

Devi aver fatto il login per inviare un commento