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1 Dicembre 2020
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Editoriale – Coelum n.249 – 2020

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Sicuramente lo ricorderete, cari Lettori, abbiamo più volte parlato del Sole qui su Coelum Astronomia: la nostra stella è la fonte primaria di energia per la Terra e per la vita che vi si trova. Il suo studio, quindi, risulta letteralmente di vitale importanza. Da tempo i fisici solari, che tengono sempre sott’occhio il comportamento del Sole, hanno notato il perdurare di una fase di calma e tranquillità che ormai pareva protrarsi anche troppo a lungo. Sappiamo infatti che la vita del Sole è scandita in cicli, durante i quali si assiste a un periodo di tranquillità seguito da uno di irrequietezza, in cui si manifestano numerosi sia le “macchie” sul disco solare che tutti quei fenomeni, come eruzioni e brillamenti, che caratterizzano la normale attività del Sole. Abbiamo già visto in che modo le eruzioni e i brillamenti possano costituire un vero e proprio rischio per la nostra tecnologia e per i satelliti in orbita terrestre, un insieme di studi e monitoraggi che cadono sotto il nome di “Space Weather”; in questo numero ci concentriamo invece proprio su quei grandi “respiri” che definiscono la vita di una stella come la nostra, i cicli solari a cui accennavo poco sopra. Il Sole si è attardato un po’ troppo a lungo in una fase di minimo di attività: anche gli astrofili amanti dell’osservazione solare (sempre muniti di specifici filtri per proteggere la propria vista) hanno più volte ripreso il disco solare “nudo”, senza alcuna macchia. Finalmente però sembra si stiano facendo vedere i primi segnali della ripresa dell’attività solare, cosa che indica il timido inizio del tanto atteso 25° ciclo solare. Luca Zangrilli, astronomo presso l’Osservatorio Astrofisico INAF di Torino, ci parla in dettaglio degli aspetti legati allo studio dell’attività solare e dei suoi cicli vitali, per concludere proprio con un una previsione sul nuovo ciclo appena iniziato.

In un momento in cui l’eclatante scoperta della fosfina nell’atmosfera di Venere, annunciata di recente e di cui vi abbiamo parlato nel numero del mese scorso, sta dando vita a un dibattito internazionale che vede contrapposte opinioni e voci discordanti, anche in relazione all’effettiva presenza della molecola, noi continuiamo a mantenere alta l’attenzione sul pianeta “gemello” della Terra, ripercorrendo, guidati da Massimo Orgiazzi, la storia dell’esplorazione spaziale del pianeta. Ripercorriamo la storia, in un periodo in cui numerose furono le missioni dedicate al secondo pianeta del Sistema Solare. Ma non ci accontentiamo della storia e, con lo sguardo rivolto verso il futuro, scopriamo le idee e le proposte per le possibili future missioni su Venere, alcune delle quali paiono decisamente fantascientifiche. Al di là di tutto, forse è proprio giunta l’ora di tornare là e studiare più da vicino e con la moderna tecnologia a nostra disposizione quel pianeta così vicino eppure così poco esplorato.

Molto altro è racchiuso in questo numero di Coelum Astronomia, da un nuova puntata del viaggio alla scoperta dei cieli genuini e impareggiabili del deserto di Atacama, guidati dal coraggioso Daniele Gasparri, alle indagini esoplanetarie coadiuvati dalle più sofisticate tecnologie di Intelligenza Artificiale, come ci racconta Gianluigi Marsibilio. Giorgia Hofer, che ha da poco raggiunto l’importante traguardo del quarto APOD – complimenti da parte di tutta la Redazione – ci consiglia come riprendere al meglio le congiunzione planetarie, con le loro sempre affascinanti geometrie celesti, e nello specifico quella che si verificherà la mattina del 13 novembre, come potrete leggere anche nel Cielo del Mese, assieme a tanti altri utili consigli su quali fenomeni osservare nel mese di novembre.

Ma non finisce qui: dalle ultime novità del mercato alle vostre astrofotografie (non perdetevi le meravigliose immagini della Veil Nebula), c’è tanto da scoprire e vi auguro, come sempre, buona lettura!

Editoriale pubblicato su Coelum n.249 - 2020.

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