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10 Agosto 2020
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Editoriale – Coelum n.242 – 2020

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Potremmo essere portati a credere, cari Lettori, che al giorno d’oggi realizzare una vera e propria scoperta in campo astronomico sia puro appannaggio degli astronomi, degli astrofisici o dei professionisti in generale che, organizzati in team sparsi in tutto il mondo, dotati di strumenti avanzatissimi, possono dedicarsi senza sosta allo studio dei tanti enigmi che il cielo ci pone.
Sono davvero finiti i tempi in cui una scoperta in campo astronomico poteva essere appannaggio, quasi senza distinzione, di un professionista come di un appassionato? Fortunatamente la risposta è no. Ancora oggi gli astrofili, o astronomi amatoriali che dir si voglia, hanno la possibilità concreta di contribuire, a volte in modo determinante, alla ricerca astronomica. Se a livello di strumentazione non c’è paragone, ovviamente, anche l’astrofilo può però dire la sua, se non altro in fatto di passione e dedizione, nonché di tempo che può dedicare allo studio del cielo. E questa passione può sfociare in vere e proprie scoperte.
Siamo abituati a sentir parlare della scoperta di supernovae, novae o di asteroidi, ma anche pianeti extrasolari o galassie…
In questo numero parliamo invece di stelle, per la precisione stelle doppie, e presentiamo proprio due lavori condotti rispettivamente dall’Unione Astrofili Senesi e dal Gruppo Astrofili Palidoro.
I senesi hanno partecipato in modo importante allo studio di un fenomeno di microlensing gravitazionale, dovuto proprio a una stella che si è rivelata doppia, chiamato Gaia 16aye e individuato dal satellite Gaia dell’ESA. Un lavoro certosino e davvero impegnativo.
Gli astrofili di Palidoro, invece, quasi per un caso di serendipità, mentre tentavano l’osservazione di un sistema planetario extrasolare, sono riusciti a individuare un raro tipo sistema stellare binario.
Complimenti a entrambi per i risultati raggiunti, e per raccontarci due attività a cui gli appassionati possono dedicarsi: la ricerca indipendente e mirata alla scoperta di nuovi oggetti celesti e la collaborazione con i professionisti in attività di follow-up, che seguono cioè la scoperta di un fenomeno particolare osservato e che resta da chiarire. Che si preferisca la prima o la seconda, l’importante, a mio avviso, è che si percepisca lo stimolo a impegnarsi, a far ricerca e a studiare il cosmo, in modo scientifico e rigoroso, perché, oltre la poesia e l’emozione suscitata dalle stelle e dalle belle immagini, anche la ricerca è una manifestazione della passione per il cosmo.

Un altro settore in cui gli astrofili ottengono eccellenti risultati è sicuramente quello dell’imaging: la capacità tecnica e la moderna strumentazione consentono di ottenere eccellenti risultati, come potete vedere ogni mese nella nostra gallery PhotoCoelum. in questo numero avrete la possibilità di ammirare le straordinarie immagini cometarie di Rolando Ligustri. Immagini scelte per ben dodici volte come APOD dalla NASA, che le utilizza per fare divulgazione, un altro modo per il mondo amatoriale di affiancare quello professionale. Tanti complimenti quindi anche al nostro Rolando!

Inseguendo le comete e facendo un passo indietro di appena 300 anni da oggi, con Gianfranco Benegiamo, andiamo a conoscere una figura femminile che, fortemente animata da quello stesso desiderio di contribuire alla conoscenza di cui ho parlato poco fa, ha lottato tutta la vita per ottenere un minimo riconoscimento delle sue qualità di astronoma. Maria Winckelmann, questo il suo nome, fu la prima donna a scoprire una cometa in un tempo in cui non esisteva una vera distinzione tra astronomi e astrofili. Ma in una società scientifica dominata dal genere maschile, purtroppo, non riuscì mai ad emergere. In occasione della giornata mondiale della donna ci piace ricordare questa negletta figura del nostro passato.

Non finisce qui ovviamente: parleremo ancora di Betelgeuse che ultimamente si sta comportando in modo ambiguo, con una appariscente e improvvisa diminuzione di luminosità e Giorgia Hofer ci spiega come fotografarla per seguirne l’evoluzione. E in fatto di stelle, con Michele Diodati proseguiamo la conoscenza della nostra stella, il Sole, per capire, nello specifico, quale sia il destino che l’attende.
Molto altro vi aspetta tra le pagine di questo numero e vi auguro buona lettura.

Editoriale pubblicato su Coelum n.242 - 2020.

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