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13 Ottobre 2019
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Editoriale – Coelum n.237 – 2019

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Eccoci, cari Lettori, con un nuovo appuntamento con Coelum Astronomia. Per i molti di voi che ci seguono con costanza non sarà di certo una sorpresa leggere dei tanti strani e particolari fenomeni celesti che rendono il cielo che ci circonda un luogo davvero eccezionale. Eppure, anche per noi che scriviamo, ogni giorno capita qualcosa che riesce a solleticare la nostra curiosità e a farci credere nell’infinita capacità del cosmo di sorprendere. Risulta eccezionale, poi, che questa capacità ci venga costantemente dimostrata sia considerando il nostro vicinato celeste, il Sistema Solare, sia su scale ben maggiori, come le distese siderali che compongono l’Universo intero.
E così non potevamo mancare di parlarvi della cometa C/2019 Q4 (Borisov), da pochissimo ufficializzata con il nome 2I/Borisov, una cometa diversa da tutte le altre: è infatti il secondo oggetto interstellare a farci visita dopo ‘Oumuamua, un paio d’anni fa. Non si tratta di un nucleo cometario proveniente dalla Nube di Oort del Sistema Solare, ma di un corpo celeste proveniente da un altro sistema stellare! Al di là dell’aspetto emozionale che, inevitabilmente, si manifesta al cospetto di un corpo celeste così marcatamente alieno che irrompe improvvisamente “in casa nostra” e dello stupore che questo suscita naturalmente in tutti noi, sono numerosi i motivi per un forte interesse scientifico. Ne parliamo nell’articolo a pagina 46, con il contributo di Paolo Bacci, che ci racconta della sua esperienza diretta nell’osservazione di questo particolare oggetto.
Restando entro i confini del Sistema Solare, volgiamo la nostra attenzione verso uno dei pianeti più affascinanti e maestosi: Saturno. Dopo averne ammirato la bellezza nella nuova immagine prodotta dal Telescopio Spaziale Hubble (immagine che ci viene presentata da Barbara Bubbi nella sua rubrica), ci soffermiamo proprio sulla caratteristica più peculiare e senza dubbio famosa del pianeta: il suo sistema di anelli. Si potrebbe pensare che quell’imponente ma sottile struttura sia vecchia quanto il pianeta che circonda, eppure potrebbe stupire il pensiero che, in realtà, molto probabilmente si tratta di una struttura molto più giovane. Gli anelli potrebbero essere addirittura così giovani da non essere ancora presenti al tempo in cui la Terra era dominata dai grandi dinosauri. Ce ne parla nel dettaglio il professor Luciano Iess, del team che ha compiuto le analisi dei dati della sonda Cassini.
Sul “fronte delle sorprese”, di sicuro interesse è l’annuncio dell’individuazione della super-terra K2-18b, un esopianeta situato nella zona abitabile del suo sistema stellare, la cui atmosfera pare essere molto ricca di vapore acqueo, cosa che potrebbe indicare la presenza di acqua liquida, come ci spiega Michele Diodati in apertura del notiziario.
Proseguiamo poi con la cronaca della seconda missione indiana verso la Luna, Chandrayaan-2: l’India anelava a divenire la quarta nazione terrestre a compiere un allunaggio di successo ma, purtroppo, l’obiettivo è stato mancato per un soffio. Massimo Orgiazzi ci narra come si sono svolti i fatti e che fine ha fatto il lander Vikram.

Il numero prosegue poi con due articoli di stampo storico e archeoastronomico. Rodolfo Calanca, Marco Monaci e Sofia Sarperi ci svelano un piccolo mistero legato a Leonardo Da Vinci e alle sue osservazioni della Luna, nell’anno del 500° anniversario della sua morte. Ci siamo ormai abituati a considerare Leonardo un poliedrico genio in grado di spaziare, per conoscenza e abilità di ricerca, in ambiti completamente differenti tra loro, dall’architettura all’anatomia, dallo studio della prospettiva a quello del cielo stellato. Proprio in quest’ultimo caso, potrebbe il grande scienziato essere riuscito a costruire uno strumento ottico assimilabile a un telescopio, tale da consentirgli di osservare la Luna con grande dettaglio, ben prima di Galileo Galilei?
Paolo Colona, infine, ci racconta del mito di Marte imprigionato nella botte dei giganti Aloadi, un probabile parallelo con il lungo periodo in cui il Pianeta Rosso non si mostra nei cieli perché in congiunzione con il Sole.

Come sempre non ci fermiamo qui e vi auguro buona lettura.

Editoriale pubblicato su Coelum n.237 - 2019.

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