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20 Agosto 2019
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Editoriale – Coelum n.234 – 2019

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Se guardando il cielo durante il mese di giugno, cari Lettori, noterete la presenza di una stella particolarmente luminosa proprio al di sopra della magnifica costellazione dello Scorpione, sappiate – ma facilmente lo saprete già – che state ammirando il maggiore dei pianeti del Sistema Solare: Giove! Era da molto tempo che mancava in cielo la presenza di un pianeta brillante, già in prima serata: per numerosi mesi, infatti, i pianeti (fatta eccezione per Marte) si sono riuniti nel cielo del mattino, adornando le stelle della tarda notte o mostrandosi giusto prima dell’alba. Personalmente, quando già in queste sere noto la splendente presenza di Giove in cielo, non posso che soffermarmi a immaginare lo stupore e la meraviglia che il grande Galileo Galilei deve aver provato osservandolo quando, puntando il suo piccolo telescopio verso quella “stella” così luminosa, nel 1610, scoprì i quattro satelliti medicei. Certamente deve essere stata una grande emozione.
Se pensate però che le sorprese siano finite, relativamente a un pianeta così studiato e lungamente osservato come è Giove, allora dovrete ricredervi. Se approfitterete della prossima opposizione del grande pianeta – che avverrà proprio in giugno,ne parliamo nel cielo del mese, con qualche consiglio su cosa osservare – per cercarlo all’oculare, al binocolo o anche solo a occhio nudo, sappiate che state osservando un pianeta che, in origine, non si trovava affatto dove siamo abituati a trovarlo oggi! Recenti studi ci svelano che Giove ha compiuto, nell’arco della sua storia evolutiva, un lungo viaggio attraverso il Sistema Solare. È possibile infatti che il pianeta non abbia sempre orbitato dov’è adesso, ma che si sia formato in luoghi più remoti, per migrare successivamente fino a dove si trova oggi. Non può che tornarmi alla mente che, fin da quando eravamo bambini, ci sono stati insegnati, quasi come una filastrocca da ripetere all’infinito, i nomi dei pianeti in ordine di distanza dal Sole. È affascinante pensare che, tutto sommato, quell’ordine che ci sembrava così immutabile e saldamente scolpito nella storia del Sistema Solare, sia in realtà qualcosa di dinamico, di mutevole. Ce ne parla nel dettaglio la dottoressa Simona Pirani nel suo articolo “Giove, il gigante venuto da lontano”.

Siamo ormai prossimi al tanto atteso 50° anniversario dello sbarco sulla Luna e, in questo crescendo di emozionanti attese, alimentate anche dal pensiero che, molto probabilmente, ci troviamo all’alba di una nuova corsa alla Luna – come spiegato nella notizia di apertura del nostro notiziario – Luigi Pizzimenti ci presenta un altro dei grandi protagonisti dello sbarco lunare di quell’ormai lontano luglio 1969: Buzz Aldrin, il secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare.

Ma non ci fermiamo qui, tanti gli argomenti di questo ricco numero di Coelum Astronomia: dal nuovo, immenso e profondissimo Hubble Legacy Field, raccontatoci da Michele Diodati, a un approfondimento sui segreti delle telecomunicazioni con sonde e satelliti, di Stefano Capretti, agli effetti mareali sulle possibilità di vita nei pianeti extrasolari, spiegati dall’astrobiologo Marco Sergio Erculiani, fino a un excursus sulla storia dell’astronomia a raggi gamma dalla penna di Luca Perri. Oltre alle consuete rubriche dedicate all’astrofotografia e all’osservazione del cielo, molto particolare è l’impresa astrofotografica compiuta da Paolo Colona che, con grande pazienza e preparazione, è riuscito a riprendere da Roma l’imponente ammasso globulare Omega Centauri! Complimenti e non perdetevi la sua magnifica fotografia.
Approfitto infine per porgere le mie congratulazioni e augurare buon lavoro al neo eletto Presidente dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), Luca Orrù, di cui parliamo nel notiziario.
Buona lettura.

Editoriale pubblicato su Coelum n.234 - 2019.

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