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18 Settembre 2019
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Editoriale – Coelum n.233 – 2019

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Eccola, finalmente è stata svelata al mondo la tanto attesa immagine! La potete vedere nella copertina di questo mese, che – giustamente – è stata dedicata a un risultato straordinario, conseguito da una pionieristica rete globale composta da otto radiotelescopi e un gruppo di 200 ricercatori sparsi in tutto il mondo. Sto parlando dell’immagine che mostra il profilo del buco nero supermassiccio situato al centro della grande galassia M 87. E di fronte a questa immagine, lo stupore e la meraviglia, incontenibili, non possono che esprimersi con un brivido lungo la schiena. È stata battezzata “la foto del secolo”: è la prima ripresa in assoluto di un buco nero o meglio della sua ombra, come è stata definita, la prima immagine del materiale in orbita attorno a uno di quei corpi celesti tanto estremi e spaventosi.
Se ci seguite assiduamente, cari Lettori, saprete ultimamente abbiamo avuto più volte l’onore e il piacere di parlarvi di eventi davvero storici per l’astronomia, qui, proprio su queste pagine, e questa è una di quelle occasioni! Mercoledì 10 aprile, il giorno in cui è stato presentato lo straordinario risultato, è una data che entrerà nella storia e che segna una pietra miliare nella ricerca astronomica.
Qualcuno potrebbe pensare che forse tanto entusiasmo e clamore non siano poi così giustificati: l’immagine non appare così eccezionale dopotutto. Appare sfocata e indefinita al punto che alcune simulazioni viste negli ultimi anni, se confrontate con il risultato dell’Event Horizon Telescope (EHT), possono senza dubbio essere considerate ben più affascinanti e attraenti. Però quella “ciambella” dai toni caldi, a ben guardare, ha qualcosa di davvero unico e magnifico: è reale! Non è una simulazione, non si tratta più del frutto di un calcolo basato su teorie, non è il risultato del pennello della matematica. È la realtà, con tutto ciò che ne consegue. E questo è straordinario! Straordinario perché per la prima volta abbiamo una conferma anche “visiva” dell’esistenza dei buchi neri e della loro sembianza… Noi esseri umani, in fondo in fondo, abbiamo bisogno di ricondurre la nostra analisi del mondo che ci circonda in termini di informazioni che coinvolgano i nostri sensi, l’olfatto, il tatto, la vista… E riuscire a dare all’umanità la possibilità di osservare qualcosa che per definizione non si può vedere e portare a compimento un’impresa che fino a una generazione fa era considerata solo fantascienza, per me, è veramente eccezionale.
Se poi vogliamo giudicare ciò che vediamo, “quell’ombra nera attorniata da un cerchio luminoso”, anche in questo caso, non si può negare che l’informazione scientifica che si nasconde in quei tratti sfocati sia enorme. Di certo è solo un punto di partenza: è solo l’inizio di una nuova e complessa indagine che ci porterà, un giorno, ad affinare la nostra vista al punto da spingerci ancora più in là e osservare con maggior dettaglio nel profondo dell’abisso gravitazionale di quegli oscuri “mostri cosmici”. Non potevamo che dedicare un ampio speciale per saperne di più su quest’impresa scientifica senza precedenti e capire meglio cosa stiamo osservando in questa storica immagine.
Restiamo ora in attesa di osservare anche il buco nero al centro della Via Lattea, Sagittarius A*. Diciamocelo, ci aspettavamo tutti di vedere proprio lui lo scorso 10 aprile e invece abbiamo avuto una sorpresa nella sorpresa. Ma va bene così! Nel frattempo però vi conduciamo in un viaggio al centro della nostra galassia per conoscere meglio quella frizzante area della nostra casa cosmica e tracciare il profilo del grande buco nero centrale.

Molto altro vi attende in questo numero: parliamo di Beresheet, il lander lunare che ha quasi raggiunto la Luna e Luigi Pizzimenti ci parla di Michael Collins, “l’uomo che non ha camminato sulla Luna” ma che ha preso parte alla storica impresa dell’Apollo 11. Tante sono inoltre le rubriche dedicate all’osservazione (vi va di sbirciare M 87, dove si cela il buco nero mostratoci dall’EHT?), all’astrofotografia e ai fenomeni celesti…

Buona lettura

Editoriale pubblicato su Coelum n.233 - 2019.

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